Bosco Ospizio, il quartiere si divide: proteste sulle ruspe, ma 40 residenti firmano a favore del progetto

Foto agenzia DIRE Reg. Emilia-Romagna

Secondo giorno di proteste al bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove ieri sono partiti i lavori di disboscamento dell’area verde per la costruzione di un nuovo polo commerciale, che ospiterà un punto vendita Conad (attuatore del piano urbanistico) e servizi per il quartiere, tra cui una casa di comunità.

Gli attivisti dei comitati contrari all’abbattimento degli alberi hanno bloccato le ruspe, arrampicandosi sopra i mezzi. Ieri sei persone sono state denunciate per essersi introdotte nel cantiere per fermarlo.

Un cartello di dissenso è comparso poi stamattina davanti al municipio in piazza Prampolini, dove ieri una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal capo di gabinetto del sindaco.

Non tutti i residenti di Ospizio di Reggio Emilia però sono contrari al progetto di Conad che, insieme al suo punto vendita nell’area del bosco, porterà nuovi servizi al quartiere (come una biblioteca e la casa di comunità). Lo afferma il gruppo riunito intorno al Circolo del Villaggio Sergio Stranieri, che esprime grande soddisfazione per l’avvio ufficiale dei lavori di riqualificazione dell’area, definendolo “un traguardo atteso da anni”.

I cittadini sono gli stessi che, lunedì scorso, hanno depositato in Comune circa 40 firme a favore del progetto di rigenerazione urbanistica. Un’operazione, ribadiscono, che “nasce da un percorso democratico e partecipato, avviato con il Poc 2015 e proseguito con anni di incontri pubblici aperti, oltre a un percorso di co-progettazione con associazioni, sindacati e istituzioni, fino alla firma della convenzione nel 2024”.

Inoltre “il patrimonio arboreo non viene cancellato, ma conservato e ampliato: oltre il 70% degli alberi esistenti resterà al proprio posto e il progetto porterà le alberature complessive a quota 1.572”. I residenti evidenziano poi che “l’area non ospiterà solo un supermercato. Si tratta di una vera rigenerazione urbana che porterà alla comunità la Casa della Comunità, la biblioteca e il polo territoriale. Parliamo di servizi sanitari e sociali attesi da una generazione, che secondo i dati Ausl serviranno un bacino di circa 40.000 persone”.