Si è tenuto ieri un importante incontro formativo presso la Casa di Cura e Tranquillità “Le Esperidi” di Vezzano sul Crostolo, dal titolo «Anzianità: presupposti medici, etici e assistenziali per la cura della persona».
Una sala gremita per ascoltare interventi di elevato spessore informativo a proposito della malattia e della persona anziana nella sua complessità. A portare i primi saluti e ringraziamenti, il Presidente della Cooperativa “La Pineta” Sig.ra Monica Venturi , che ha poi lasciato la parola all’Assessore del Comune di Vezzano Franco Stazzoni, il quale a sua volta ha portato la fierezza di tutta la giunta comunale che ha patrocinato l’evento.

A moderare l’incontro, il Dr. Nunzio lo Chiano, coordinatore infermieristico della struttura che ha poi introdotto la Prof.ssa Rossana Merli, autrice del libro “Mia madre bambina” presentato nella stessa sede e attorno al quale è ruotato tutto Il litemotiv dell’incontro.
Ha proseguito, parlando in modo tecnico, specialistico ed umano, la Dr.ssa Roberta Boiardi, del centro distrettuale disturbi cognitivi di Castelnovo ne’ Monti. L’intervento della geriatra, collegandosi alla presentazione del libro che tratta del rapporto madre-figlia all’interno della malattia – in questo caso la demenza senile – ha posto un particolare accento sul paziente demente in fase terminale, ricordando ed approfondendo tutto ciò che è possibile fare per migliorare, prendendosene cura, la qualità di vita di un paziente terminale in uno stato avanzato di demenza senile.
Dopo di lei, ha proseguito Cristiano Lugli, operatore socio-sanitario della struttura, parlando dell’approccio etico e morale alle decisioni biomediche, e ripartendo da un’analisi storico-assistenziale.
«Dobbiamo tener conto – ha ricordato Lugli – che la prima assistenza ai malati e ai moribondi in generale veniva data dagli ordini religiosi, che per secoli hanno gestito i primi lazzaretti. Le violenze inaudite che si sono consumate in alcune case di riposo, sono dovute ad una mancanza di senso di pietà, e ad un pensiero utilitarista secondo il quale l’anziano che non serve più debba esser considerato come oggetto da scartare. Rimettere al centro l persona – ha proseguito Lugli – il suo vissuto, la sua storia e, soprattutto, imparare a prenderci cura dei pazienti prima ancora che tentare a tutti i costi di guarirli laddove non è possibile, è un dovere, anzi una missione a cui gli operatori sanitari sono chiamati a prender parte».

In seguito, l’infermiera Giuseppina Messina ha portato il discorso sul tema assistenziale che, ha detto, «ha alla base il lavoro in equipe, coinvolgendo però la famiglia, nucleo portante per la cura dell’anziano. L’anzianità non è una malattia – ha spiegato la Dr.ssa Messina – ma è un naturale decorso che va accompagnato nel rispetto e nella tutela di ogni tipo di bisogno».
A concludere il lavoro ci ha pensato la Dr.ssa Patrizia Ferrari, geriatra del centro distrettuale disturbi cognitivi di Scandiano, con una relazione davvero stimolante e coinvolgente, indirizzando l’attenzione sulla possibile prevenzione delle malattie quale la demenza senile.
I ringraziamenti finali, ad incorniciare un quadro davvero ricco di riflessioni e di stimoli, sono stati portati dal Dr. Giuseppe Filetti, medico di medicina generale che segue la struttura.
«Sono molto contento di questo incontro, così approfondito e pieno di contenuti dall’immenso valore. Condivido in pieno le osservazioni delle colleghe e del personale sanitario della struttura. Auspico che questo possa essere il primo di numerosi eventi di questo spessore».
Dal pubblico, composto da un’alta percentuale di parenti dei pazienti, ma anche di persone esterne interessate al tema, tanti ringraziamenti e tante osservazioni di stima ed apprezzamento per la possibilità offerta.
Prezioso, durante lo spazio finale dedicato alle domande, l’intervento di un ospite della struttura che ha raccontato la propria esperienza con i genitori morti alcuni anni fa.
“Speriamo -hanno dichiarato diversi partecipanti- che tanti possano essere gli incontri come questi, per rialimentare quel senso di umanità e affetto di cui le persone fragili hanno particolare bisogno. Grazie alla Casa di Cura e Tranquillità “Le Esperidi” e a tutto il suo staff per aver offerto questa importante possibilità”.
nsr

