Alla marcia della pace ad Assisi presente il Comune di Reggio. Ghidoni: “Qui per il popolo ucraino. Basta attacchi all’Anpi”

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Riccardo Ghidoni

Il Comune di Reggio Emilia è stato presente alla Marcia della Pace Perugia-Assisi. La manifestazione straordinaria che si è svolta ieri, è stata dedicata in particolare alla pace in Ucraina con il titolo “Fermatevi! La guerra è una follia”.

Adesioni da tutta Italia fra associazioni legate al volontariato, istituzioni, realtà private e pubbliche. Sono state oltre 300 le città rappresentate, tra cui la nostra. In fascia tricolore è stato presente il consigliere comunale Riccardo Ghidoni, che nelle settimane scorse aveva presentato un odg con cui il Consiglio Comunale aveva approvato l’adesione alla manifestazione. «Un fiume umano bellissimo che ribadisce al mondo la necessità di pace e fratellanza-ha dichiarato Ghidoni dalla manifestazione-Siamo qui per il popolo ucraino: per coloro che sono scappati, privati di tutto, e stanno trovando accoglienza in Europa, compresa la nostra città che come sempre ha dato una prova altissima di accoglienza e umanità.

Siamo qui per i bambini e le bambine, ragazzi e ragazze, europei come noi, che sono sotto le bombe e che si sentono senza futuro; per tutte quelle donne e uomini che stanno subendo violenze inimmaginabili» Il consigliere comunale del Pd non si sottrae alle polemiche che hanno coinvolto l’Anpi: «Aggredito e aggressore non sono mai uguali. Davanti a questo dramma umanitario, nel nostro dibattito nazionale sento e leggo parole veloci e semplici, pensieri mignon, fronti opposti, tifoserie da derby. Percepisco speculazioni per raggiungere secondi fini non manifesti: uno di questi è l’indebolimento, se non l’eliminazione, di Anpi. In questi giorni ho assistito ad attacchi più contro Anpi che alle forze politiche di destra che da Putin prendevano soldi o ne celebravano le qualità e il pensiero.

Anche da dentro l’Anpi stessa» In vista del 25 aprile il consigliere Ghidoni aggiunge: «Sarò in piazza e a Casa Cervi con le parole del presidente della Repubblica. Il 25 aprile rappresenta la data fondativa della nostra democrazia. Una data in cui il popolo e le Forze Alleate liberarono la nostra Patria dal giogo imposto dal nazifascismo. Un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista. L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha alcuna giustificazione. La solidarietà, che va espressa e praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa. Dal “nostro” 25 aprile, nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul nostro territorio, viene un appello alla pace».