Alessandra Sorrentino, blogger reggiana, conquista i social raccontando la sua malattia invisibile: “L’emicrania si ‘cura’ parlando”

Alessandra Sorrentino

Con uno dei suoi ultimi reels su Instagram ha avuto oltre 300mila visualizzazioni, senza campagne pubblicitarie né inserzioni a pagamento. Dal suo blog www.leparoledellemicrania.it diffonde consigli, notizie e, soprattutto, comprensione a tutte le migliaia di persone che soffrono di emicrania che ogni giorno lo visitano per trovare conforto, informazioni o per non sentirsi sole.

Sì, perché Alessandra Sorrentino, l’autrice del blog, nata a Sapri 38 anni fa, è reggiana d’adozione e lavora come Marketing & Communication Manager per Studio Tre. Ma soprattutto è una persona che soffre di emicrania che ha deciso di parlare per cambiare la percezione di una malattia invisibile più diffusa di quanto si immagini. E per lanciare un progetto ambizioso insieme ad Al.Ce. – Alleanza Cefalalgici, associazione di pazienti di cui fa parte: creare una cultura della malattia e una maggiore consapevolezza nelle scuole e nelle aziende per arrivare a creare una certificazione per le aziende emicrania friendly, ovvero quei posti di lavoro che capiscono quanto possa essere invalidante questa malattia e che cercano di creare le condizioni necessarie affinché chi soffre di emicrania non si senta inadeguato o un peso per l’azienda.

“Ho deciso di pubblicare sui social un video dove mi inietto l’anticorpo monoclonale, l’ultima terapia creata per l’emicrania. Anzi – precisa Alessandra – l’unica terapia studiata ad hoc per l’emicrania, malattia per la quale non c’è cura. È una terapia innovativa, che è un po’ il miraggio di tutti gli emicranici, perché per accedervi bisogna passare attraverso un protocollo piuttosto rigido. Ed è stato un successo incredibile: oltre 300mila visualizzazioni, senza alcun investimento pubblicitario”.

Alessandra Sorrentino

Questa terapia è di fatto il sacro graal dei cefalalgici, e il video pubblicato da Alessandra ha interessato letteralmente un mondo di aspiranti pazienti. Ma il successo del blog viene da altro, da lontano: “Credo dipenda dal fatto – ipotizza Alessandra – che io non sono un medico: sono una persona che ha cominciato a soffrire di emicrania a quattro anni. Chi soffre di emicrania ha bisogno di parlare con chi lo capisce e di non sentirsi solo: il mio blog dà questo tipo di risposta. Soffro di una malattia che non ho scelto, ero stanca di sentirmi in colpa per questo, volevo uscire da questo silenzio, volevo smontare il meccanismo maledetto del senso di colpa, di inadeguatezza che provano tante persone emicraniche”.

Ma dietro al blog c’è tantissimo altro, soprattutto un progetto legato al lavoro.

“Il mio progetto – spiega Alessandra – ha l’obiettivo di sensibilizzare le aziende. Basta davvero poco per rendere l’ambiente di lavoro più accogliente per chi soffre. Vorrei realizzare una guida per rendere l’azienda ‘emicrania friendly’ e creare una vera e propria certificazione. Nel mio ufficio c’è uno spazio chill out riservato a chi ha bisogno di prendersi del tempo perché deve prendere una pastiglia se non sta bene, o rilassarsi un secondo: ecco, questa saletta chill out, come lo smart working o la flessibilità sono solo alcune delle possibili misure che si possono adottare per rendere migliore l’ambiente di lavoro per chi soffre di emicrania e non solo”.