Richiedenti asilo ai domiciliari per spaccio, evadono dopo revoca permesso di soggiorno e vengono arrestati a Ventimiglia

Spacciavano nei pressi della scuola di Montecchio Emilia e per questo due richiedenti asilo, ospiti in una struttura del paese, erano stati arrestati dai carabinieri di Montecchio e sottoposti ai domiciliari nella struttura che li ospitava.

I due successivamente raggiunti dal provvedimento di Revoca del permesso di soggiorno e rigetto della richiesta di protezione internazionale, hanno ben pensato di evitare il provvedimento evadendo dai domiciliari rendendosi irreperibili.

Ad accorgersi dell’evasione i carabinieri di Montecchio Emilia che l’altra mattina, durante i controlli, hanno verificato la fuga dei due richiedenti asilo. I militari hanno immediatamente avviato le ricerche estese sull’intero territorio nazionale con particolare riguardo ai presidi di Frontiera fino a quando ieri pomeriggio la fuga dei due è terminata.

I cittadini nigeriani richiedenti asilo Samuel David 22enne e Christian Banor 32enne che intendevano raggiungere la Francia, sono stati infatti fermati al confine a Ventimiglia proprio grazie all’allert diramato dai carabinieri di Montecchio Emilia. Ora si potrà procedere anche alla loro espulsione.

I due richiedenti asilo erano finiti sotto la lente dei carabinieri di Montecchio Emilia nell’ambito di un’indagine avviata per droga dagli stessi militari. Un’attività avviata lo scorso mese di gennaio quando i carabinieri di Montecchio davano corso a una perquisizione domiciliare in un immobile del paese, dove erano ospitati richiedenti asilo, segnalato dai cittadini quale domicilio di spaccio.

La perquisizione portava i militari a rinvenire e sequestrare due smartphone, utilizzati dal 32enne, in quanto da una sommaria ispezione risultavano contenere messaggi riconducibili all’attività di spaccio.

Dall’esame dei tabulati i carabinieri risalivano a numerosi contatti con diverse persone che identificate venivano ascoltate a verbale. Un’attività che portava a identificare assuntori di cocaina, eroina e marijuana che ammettevano di aver contattato le utenze per acquistare stupefacente. Veniva quindi ricostruita la modalità di spaccio: alla chiamata i pusher uscivano dalla struttura che li ospitava con lo stupefacente incontrandosi con i clienti in un pedonale vicino alla scuola elementare del paese dove appunto si concretizzava la cessione dello stupefacente.

I soggetti sentiti dai carabinieri venivano quindi sottoposti a seduta di individuazione fotografica che portava a identificare i loro fornitori negli attuali indagati.

Quindi l’arresto, la notifica del provvedimento di revoca del premesso di soggiorno e la fuga, terminata ieri quando i due a Ventimiglia sono stati arrestati per evasione.

nsr