Aggredisce una donna al distributore ferendola gravemente, arrestato 26enne (aggiornamento)

foto Agenzia Dire

Aggiornamento ore 11

La Direzione dell’Azienda USL IRCCS informa che le tre persone aggredite nella serata di domenica 27 settembre al distributore di carburante di Via Martiri di Cervarolo a Reggio Emilia e trasportate d’urgenza all’Arcispedale Santa Maria Nuova, non sono in pericolo di vita ed hanno riportato lesioni di carattere traumatico, tutte riconducibili all’ambito strettamente ortopedico.

La donna 66enne aggredita sarà operata nei prossimi giorni. Rispetto alle due persone che le hanno prestato soccorso, l’uomo 49enne è stato operato nella notte ed è ricoverato in regime di degenza ordinaria. La ragazza 24enne sarà dimessa in giornata.

L’autore dell’aggressione aveva recentemente iniziato un percorso di cura al Centro di salute mentale di Reggio Emilia.

L’Azienda sta collaborando con le Forze dell’Ordine che indagano sull’episodio.

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Serata di follia a Reggio Emilia, dove un giovane di 26 anni, nato in città da genitori egiziani, ha prima aggredito una donna con un cacciavite e poi ha investito con l’auto altre due persone. I fatti si sono svolti verso le 19 al distributore “Ego” di via Martiri di Cervarolo, nella frazione di Due maestà. Il 26enne è poi fuggito ma è stato arrestato circa un’ora dopo. Le tre persone ferite sono ricoverate in gravi condizioni all’ospedale Santa Maria Nuova.
Stando ai primi accertamenti, il ragazzo era al distributore quando, senza apparente motivo, è sceso dalla sua auto colpendo con un cacciavite una 66enne che stava facendo rifornimento. Una ragazza di 24 anni e un uomo di 49 anni, presenti sul posto, sono accorsi per aiutare la donna ma sono stati a loro volta investiti con l’auto dall’egiziano

. L’aggressore si è infine dato alla fuga ma è stato preso grazie alla sinergia tra Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale. È in corso una perquisizione nella casa dove vive l’arrestato e la Squadra mobile è in ospedale per sentire le vittime, quando sarà possibile, per capire se conoscessero l’aggressore. Al vaglio anche le condizioni psicologiche del 26enne, per risalire alle cause dell’accaduto.