“Vigileremo su un blitz che potrebbe cambiare gli equilibri di mercato, mettere a rischio la competitività del sistema produttivo nazionale e aprire le porte alla delocalizzazione, come già purtroppo è avvenuto con la Parmalat. È quanto afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare l’annuncio dell’acquisizione della Nuova Castelli da parte della multinazionale francese Lactalis che negli anni si è già comperata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori e controlla circa 1/3 del mercato nazionale in comparti strategici del settore lattiero caseario.
La nuova Castelli è uno dei principali esportatori di Parmigiano Reggiano e con l’acquisizione la presenza francese in Italia si estende a prodotti nazionali a denominazione di origine (Dop).
Si è trattato – denuncia Prandini – di una vera e propria operazione lampo, messa a segno con la politica “distratta” dal confronto elettorale, che rischia di essere pagata dagli allevatori italiani ai quali la Lactalis ha infatti appena minacciato di ridurre unilateralmente il prezzo del latte alla stalla sottoscritto solo pochi mesi fa, in controtendenza rispetto all’andamento del mercato.
Ora devono essere resi pubblici tutti i termini dell’accordo e pretese adeguate garanzie sulle produzioni, sulla tutela delle denominazioni dalle imitazioni, sulla difesa dei posti di lavoro e sull’eventuale abuso di posizioni dominanti sul mercato lattiero caseario, strategico per il Made in Italy, conclude Prandini.
La tutela dei marchi storici è una necessità per l’agroalimentare nazionale dopo che ormai secondo Coldiretti circa 3 su 4 sono già finiti in mani straniere e vengono spesso sfruttati per vendere prodotti che di italiano non hanno più nulla, dall’origine degli ingredienti allo stabilimento di produzione fino all’impiego della manodopera.

Sullo shopping dei francesi è intervenuta anche la parlamentare reggiana On. Benedetta Fiorini (Forza Italia) che lancia strali al Ministro Di Maio: “Alla stragrande maggioranza degli italiani non importa nulla se Di Maio si sia comportato bene o male come capo politico del M5S e se debba essere ancora lui il leader dei grillini. E’ come ministro che deve rispondere a cittadini, imprese e lavoratori; è come ministro che ha già fallito. La francese Lactalis mette le mani su un’altra eccellenza del made in Italy, come il Parmigiano Reggiano, attraverso il controllo della Nuova Castelli, senza che Di Maio abbia mosso un dito o pronunciato una parola”.
“Eppure la situazione era in evoluzione già da tempo e – continua Fiorini – con atti di sindacato ispettivo gli ho chiesto quali fossero i suoi intendimenti sulla vicenda Lactalis e quali iniziative intendesse intraprendere per difendere l’italianità delle imprese che operano nei comparti fondamentali del made in Italy, anche con riferimento alla conservazione e alla tutela delle filiere produttive del comparto. Eventualmente anche valutando la possibilità di adottare strumenti quali la golden share al fine di salvare le società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore, di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese. Noi siamo favorevoli se vengono capitali esteri in Italia, ma non possiamo consentire di perdere o di vedere compromessi il know how e l’unicità dei nostri prodotti come il Parmigiano Reggiano. Per questo, da tempo, mi batto affinché si possa istituire un apposito ministero per il made in Italy che racchiuda tutte le competenze ora divise in diversi dicasteri e che, in sinergia con l’Ice e le ambasciate italiane, possa più efficacemente tutelare, promuovere e valorizzare le nostre eccellenze in Italia e all’estero”.
nsr

