Reggio Emilia Identitaria denuncia che “Nella tarda serata del 1°maggio nella nota discoteca Arci Il Tunnel di Reggio Emilia è andata in scena un’indegna performance di un gruppetto di adolescenti che si autodefiniscono “trapper brigatisti”.
Questi musicanti d’avanguardia, la banda “musicale” P38 hanno proposto come scenografia questo omaggio ai “padri nobili” degli anni di piombo, a cui molti di loro non a caso Reggio diede i natali”.
“Alcuni dei partecipanti alla FESTA DELL’UNITA’ COMUNISTA (questo il nome della serata) però -evidenziano i militanti di Reggio Emilia Identitaria- non ci sono stati e hanno segnalato quanto stava avvenendo per poi prenderne le dovute distanze”.
“La cittadinanza reggiana chiede una ferma condanna da parte dell’intera amministrazione comunale e la chiusura del locale che ha permesso un tale scempio, nella totale mancanza di rispetto verso i famigliari dei caduti per mano brigatista.
Solo nel novembre 2020 il sindaco Luca Vecchi fu vittima di una lettera minatoria da parte delle “nuove brigate rosse”, vicenda che alla data attuale ancora non è stata chiarita.
Questo -concludono i militanti di Reggio Emilia identitaria- è l’ultimo di una lunga serie di sinistri cortocircuiti tra “compagni” di fronte i quali non si può altro fare che sorridere e compatire. È però giunta l’ora di passare dallo stracciamento delle vesti arcobaleno alle denunce e alle condanne, e che questi baby terroristi rossi e tutti i loro compari ricevano il chiaro messaggio che a Reggio non sono i benvenuti”.
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