A dieci anni dal tragico rapimento e dall’uccisione di Giulio Regeni al Cairo, la comunità di Guastalla si stringe nuovamente attorno alla memoria del giovane ricercatore italiano. Mercoledì 24 giugno, alle ore 21:30, presso il Cortile della Scuola Primaria di via A. Costa, la rassegna “Cinema sotto le stelle – Estate 2026” ospiterà la proiezione speciale del film documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” (ingresso gratuito).
La serata assume una rilevanza civile e politica straordinaria, coincidendo temporalmente con ore decisive sul fronte giudiziario. Proprio tra il 23 e il 24 giugno, infatti, l’Aula del Tribunale di Roma ospita una nuova e cruciale udienza del processo per il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio: il 23 giugno è prevista la requisitoria del pubblico ministero, mentre nelle ore successive si terranno gli interventi e le arringhe degli avvocati di parte civile della famiglia Regeni.
La vicinanza delle istituzioni: uno striscione lungo dieci anni
L’Amministrazione Comunale di Guastalla ha voluto fortemente questo momento per riaffermare una presa di posizione che dura da un decennio.
«Abbiamo voluto proiettare questo documentario per mantenere ancora viva la memoria di Giulio e la richiesta di verità e giustizia — spiega il sindaco Paolo Dallasta. Il Comune di Guastalla ha aderito fin dall’inizio, nel 2016, alla campagna di Amnesty International “Verità per Giulio Regeni” esponendo lo striscione sulla facciata del nostro municipio. Continueremo a portare avanti questa causa, testimoniando i valori di giustizia e legalità che sono alla base della convivenza democratica e unendoci alla voce della comunità che reclama risposte che, a distanza di anni, restano ancora dovute».
Il film: la ricostruzione di una ferita aperta
Diretto da Simone Manetti e uscito proprio nel 2026, “Tutto il male del mondo” ripercorre la tragica vicenda del ricercatore friulano rapito il 25 gennaio 2016 in Egitto. L’opera vede la partecipazione dei genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi, e dell’avvocato Alessandra Ballerini. Il documentario analizza i dieci anni di depistaggi, ostacoli istituzionali e silenzi diplomatici, fino all’avvio del processo contro quattro agenti della National Security egiziana nel 2024, la cui sentenza è attesa entro la fine di quest’anno.
Il titolo, drammatico e simbolico, riprende le parole strazianti pronunciate dalla madre Paola al momento del riconoscimento del figlio: “Sul corpo di Giulio c’era tutto il male del mondo”. Attraverso atti giudiziari, materiali d’archivio inediti e testimonianze dirette, la pellicola non si limita al racconto biografico, ma accende un faro internazionale sul tema dei diritti umani, sulle responsabilità degli Stati e sulla tutela della libertà di ricerca accademica.

