Sordità e impianti cocleari, grande partecipazione sabato 24 Ottobre all’Auditorium del Core dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per il Convegno dal titolo “35 ANNI DI IMPIANTI COCLEARI: STORIE DI RINASCITA E INCLUSIONE IN EMILIA –ROMAGNA” aperto a cittadini, medici e professionisti delle professioni sanitarie.
Oltre 90 persone, professionisti e numerosi cittadini, tra cui diversi pazienti portatori di impianto cocleare e persone con disabilità uditiva, hanno seguito gli interventi dei vari professionisti centrati sulla diagnosi della sordità profonda e sul ripristino della funzione uditiva.
Nell’ambito dell’evento è stato ricordato che si tratta di un percorso clinico scientifico nato ben trentacinque anni fa grazie alla lungimiranza e all’impegno di medici e amministratori che, per primi nella realtà Ospedaliera Nazionale, hanno saputo credere e investire in questo progetto pionieristico, rendendo l’Emilia-Romagna un modello di eccellenza terapeutica e innovazione assistenziale.
Il figlio del primo impiantato ha raccontato l’esperienza del padre e la sua personale di paziente a suo volta operato di impianto cocleare. Fabrizio Binacchi, giornalista RAI e per diversi anni Direttore della sede di Bologna, si è soffermato sull’importanza di una informazione corretta e trasparente, fattore chiave per superare le resistenze psicologiche e le paure legate all’adozione delle nuove tecnologie. Il Direttore Generale dell’Ausl IRCCS di Reggio Emilia, Davide Fornaciari, ha spiegato le dinamiche alla base delle scelte di investimento in nuove tecnologie mentre il dottor Alberto Puoti, giornalista e portatore di impianto cocleare ha parlato del ruolo delle associazioni dei deboli di udito.
Nell’appuntamento ci si è soffermati in particolare sull’evoluzione scientifica caratterizzata dai costanti progressi della chirurgia mininvasiva e dell’introduzione di sistemi protesici impiantabili di ultima generazione. Tutto ciò a vantaggio del recupero dell’autonomia comunicativa e della piena inclusione sociale, scolastica e professionale sia per i pazienti adulti che per quelli pediatrici.

