Il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” di Reggio Emilia è realtà. Si è infatti concluso l’iter avviato dalla Regione Emilia-Romagna per l’istituzione della nuova area protetta, una grande infrastruttura verde di 5.189 ettari all’interno del tessuto urbano, che connetterà la città alla campagna con il rafforzamento del torrente Rodano come corridoio ecologico tra la collina reggiana e la pianura, con il suo sistema idraulico e di bonifica. Il Paesaggio naturale, che sarà gestito dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, si estende a sud est di Reggio, tra il Mauriziano, antica dimora di Ludovico Ariosto, la zona delle Acque chiare e l’oasi di Marmirolo, il quartiere Venezia, il Parco dell’Acqua di Bazzarola fino al Campovolo. Un’area che riveste un ruolo strategico per la qualità urbana e il benessere dei cittadini, da oltre trent’anni al centro di studi e progetti volti alla tutela delle sue caratteristiche naturali, paesaggistiche, agronomiche e storico-culturali.
L’istituzione del paesaggio protetto – nata da un accordo per la valorizzazione dei rii del Mauriziano tra il Comune di Reggio Emilia, l’Ente Parchi Emilia Centrale, il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale e l’associazione Il Gabbiano – è il risultato di un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, consulte, associazioni e imprenditori agricoli della zona, e rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’identità e del patrimonio culturale, storico e paesaggistico dell’area.
A presentare oggi il nuovo Paesaggio naturale, l’assessora regionale a Parchi e Forestazione Gessica Allegni, il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, il vicesindaco Lanfranco De Franco, la presidente dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale Luciana Serri e il direttore Valerio Fioravanti, la presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale Ada Francesconi, il coordinatore della Consulta d’Ambito E Giuliano Parmiggiani e Marco Salardi dell’associazione Il Gabbiano.
“La nascita del Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” – dice il sindaco Marco Massari – è un risultato importante per tutta la nostra città perché racconta un modo di costruire le politiche del territorio che parte dall’ascolto e dalla partecipazione. Il suo valore sta nel risultato ottenuto ma anche nel percorso che ci ha portato fin qui: istituzioni, cittadini, associazioni, agricoltori e realtà del territorio hanno contribuito a definire insieme gli obiettivi, il perimetro e il futuro di quest’area.
Stiamo parlando di oltre 5.000 ettari che mettono in relazione la città, la campagna, il sistema dei corsi d’acqua e alcuni dei luoghi più significativi della nostra storia e della nostra identità. È un patrimonio che vogliamo tutelare, ma soprattutto rendere sempre più accessibile e vissuto, attraverso la mobilità lenta, la riqualificazione ecologica e la valorizzazione dei luoghi naturali, storici e culturali. “Terre e acque dell’Ariosto” è anche una scelta concreta di adattamento ai cambiamenti climatici. Più alberi, più aree permeabili, nuovi boschi e siepi, zone umide e interventi sui corsi d’acqua significano una città più capace di affrontare le ondate di calore, gli eventi meteorologici intensi e il rischio di allagamenti. È un investimento sulla qualità ambientale, ma anche sul benessere e sulla sicurezza delle persone”.
Il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” si aggiunge agli altri sei paesaggi protetti già istituiti dalla Regione Emilia-Romagna: Fiume Savio (Fc), Colli del Nure (Pc), Collina Reggiana – Terre di Matilde (Re), Colline di San Luca (Bo), Centuriazione romana (Ra) e Torrente Conca (Rn). “Con questo provvedimento – sottolinea l’assessora Gessica Allegni – continuiamo ad ampliare il sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna attraverso uno strumento che nasce dalla collaborazione con i territori e mette al centro la valorizzazione del paesaggio. E allo stesso tempo contribuiamo agli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità 2030, che riconosce nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi una leva fondamentale per affrontare le sfide climatiche e ambientali. Parliamo di un’area nella quale ambiente naturale, attività agricole, corsi d’acqua, beni storici e culturali costituiscono un patrimonio unitario che merita di essere riconosciuto e sostenuto. La tutela della biodiversità passa anche dalla capacità di preservare questi equilibri e di accompagnare lo sviluppo dei territori con una visione condivisa e partecipata. È importante ricordare che questo riconoscimento non introduce nuovi vincoli, ma offre agli enti locali e alle comunità uno strumento per programmare interventi di conservazione, valorizzazione e fruizione sostenibile unitari e coerenti”.
“L’istituzione di questo Paesaggio protetto – dice il vicesindaco Lanfranco De Franco – rappresenta un atto fortemente politico perché parte dal territorio stesso, da chi lo vive ogni giorno: è un risultato raggiunto grazie a un lavoro corale e propositivo durato quasi dieci anni, che ha coinvolto attivamente le istituzioni, le consulte e i singoli cittadini, le associazioni e le aziende agricole insediate nell’area. Un elemento fondamentale che ne contraddistingue l’identità è che si tratta della prima area protetta istituita in un ambito periurbano, perché i 5.200 ettari che compongono il Paesaggio protetto sono tutti all’interno del territorio cittadino e strettamente interconnessi con il tessuto cittadino. In prospettiva, quindi, potrà diventare un laboratorio permanente sulla cultura del paesaggio e dell’ambiente in grado di interrogarsi e fornire una nuova prospettiva nel rapporto tra città e campagna, con l’obiettivo di valorizzare un territorio in termini di conoscenza e fruizione consapevole e le sue produzioni agricole di eccellenza intese come parti integranti del suo Dna. È significativo che tutto questo accada nel segno dell’Ariosto, una scelta che ci ricorda come questi luoghi abbiano alimentato nei secoli una particolare idea di paesaggio, capace di intrecciare natura, lavoro dell’uomo e cultura”. Il vicesindaco ha poi voluto ringraziare “tutti gli agricoltori e le associazioni di rappresentanza del mondo agricolo che hanno partecipato a questo percorso perché la loro presenza e il loro supporto ci hanno permesso di impostare un lavoro in cui l’agricoltura gioca un ruolo da protagonista. Credo che questo, in prospettiva, sia un elemento molto interessante perché valorizza un’idea di agricoltura intesa come soggetto che tutela e salvaguardia il paesaggio, ma ne promuove anche la capacità di giocare un ruolo strategico nei momenti di confronto con gli altri attori del territorio”.
“Con l’istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto ‘Terre e Acque dell’Ariosto’ – afferma la presidente Luciana Serri – arriva a compimento un percorso costruito insieme al territorio in questi ultimi anni, ascoltando cittadine e cittadini, agricoltori, associazioni ed enti locali. Come Ente parchi ci troviamo ora ad avere in mano uno strumento concreto per tutelare un’area che unisce corsi d’acqua, fontanili, boschi ripariali e luoghi di grande valore storico come il Mauriziano, senza gravare con nuovi vincoli su chi vive e lavora in questo territorio. Il nostro lavoro comincia adesso: costruire insieme al Comune di Reggio Emilia e alla comunità locale il programma triennale di valorizzazione, tra mobilità lenta, sostegno all’agricoltura e cura della qualità delle acque. Un risultato che dobbiamo prima di tutto a chi in questi mesi ha messo tempo, competenza e conoscenza del proprio territorio al servizio di questo progetto”.
È notizia di questi giorni l’acquisizione dell’area grazie all’Ente Parchi e al Consorzio di Bonifica: sarà donata al Comune e riqualificata con il ripristino della sua originaria funzione naturalistica
L’istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” nel territorio di Reggio Emilia non si limita alla sola conservazione della biodiversità, ma guarda all’area come un bene comune da preservare e promuovere secondo un progetto integrato che coinvolge tutti gli attori che vivono il territorio stesso. Grazie al Paesaggio protetto, infatti, saranno rafforzate le azioni di riqualificazione dell’area in chiave ecologica, anche in un’ottica di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, migliorando le condizioni di naturalità e semi-naturalità del territorio. Inoltre, l’istituzione del Paesaggio protetto incentiverà gli investimenti sulla valorizzazione dei beni storici, artistici e culturali e più in generale sul territorio in un’ottica di sostenibilità, anche attraverso la mobilità dolce, dando spazio a un nuovo rapporto tra città e campagna, tra spazi urbani e attività agricole intese come forma di tutela del paesaggio.
Notizia di questi giorni è inoltre che l’area del Paesaggio protetto si amplierà ulteriormente con l’acquisizione, grazie all’Ente Parchi e al Consorzio di Bonifica e alla successiva donazione al Comune di Reggio Emilia, di circa tre ettari di territorio in prossimità del punto di confluenza dei torrenti Rodano e Acque Chiare. Attraverso interventi di riqualificazione e piantumazione, quest’area – attualmente destinata a uso agricolo seminativo – riacquisirà la sua originaria funzione naturalistica di elemento di interconnessione ecologica tra i due corsi d’acqua, con benefici in termini di sicurezza idrogeologica, incremento della biodiversità e valorizzazione del patrimonio paesaggistico.
Le caratteristiche – I Paesaggi protetti costituiscono una particolare categoria definita dalla legge come “aree con presenza di valori paesaggistici diffusi, d’estensione anche rilevante e caratterizzate dall’equilibrata interazione di elementi naturali e attività umane tradizionali in cui la presenza di habitat in buono stato di conservazione e di specie, risulti comunque predominate o di preminente interesse ai fini della tutela della natura e della biodiversità”. Si tratta di aree molto diverse dai parchi e dalle riserve, in quanto non vengono apposti dei vincoli, rappresentano bensì un’opportunità per gli enti locali e per i vari soggetti del territorio di progettare e attuare una strategia per valorizzare l’area secondo un’identità ben definita.
Il nome del paesaggio protetto “Terre e acque dell’Ariosto” – scelto dai cittadini durante il percorso partecipato – richiama il legame profondo tra questa parte di città, e in particolare il palazzo del Mauriziano, e lo scrittore Ludovico Ariosto, che qui soggiornò nei primi anni della sua vita e a più riprese nel corso della giovinezza.
Il sistema ecologico di quest’area è sorretto da un’ossatura composta da numerosi corsi d’acqua di origine naturale e artificiale, la cui spina dorsale è rappresentata oggi dal bacino idrologico del torrente Rodano-Acque Chiare, cui si aggiunge il reticolo idrografico formato da una serie di rii e canali minori, tra cui il rio Lavezza, il rio Groppo, il rio Lavacchiello e il torrente Lodola e il Canale di Secchia.
L’area comprende anche l’oasi naturalistica di Marmirolo, uno specchio d’acqua nato artificialmente da una ex cava di argilla, oggi paradiso protetto che ospita 31 specie animali di interesse conservazionistico, tra cui cicogne bianche e tartarughe palustri. Sul territorio è inoltre presente un articolato sistema idraulico di canalizzazione delle acque per l’irrigazione con presenza di elementi storici e naturalistici, tra cui il Sito d’importanza comunitaria Rodano-Ariolo, l’Area di riequilibrio ecologico vie Lombroso-Gattalupa, il fontanile dell’Ariolo, il torrente Acque Chiare e le relative risorgive e alcuni boschi periurbani.
L’area del Paesaggio protetto comprende al suo interno il parco del Rodano, uno degli ampi spazi naturali della Cintura verde di Reggio Emilia, e l’area agricola e naturale nel settore orientale del Comune di Reggio Emilia, da oltre trent’anni al centro di studi e progetti volti alla tutela delle sue caratteristiche naturali, paesaggistiche, agronomiche e storico-culturali. Sull’area insistono infatti luoghi di assoluta rilevanza, tra cui il complesso del Mauriziano e il suo parco; il quartiere Venezia, un antico e storico rione popolare situato vicino al complesso del Mauriziano; il complesso San Lazzaro, il mulino e il canaletto di San Maurizio, Villa Malaguzzi e l’Opera Pia.
L’intera area riveste dunque per il Comune di Reggio Emilia un’importante valenza strategica che si ripercuote sulla qualità urbana e, più in generale, sulla qualità della vita dei cittadini, attraverso la rete ecologica e dei parchi fluviali (il parco del Mauriziano è incastonato nel parco del Rodano, a sua volta parte del sistema della “cintura verde” di Reggio Emilia), nonché della viabilità storica e di quella ciclabile e delle green way.
Il percorso di progettazione e istituzione – L’istituzione del Paesaggio protetto è il punto di approdo di un percorso costruito nell’arco di quasi un decennio. Il suo punto di partenza è rappresentato dalla sottoscrizione, nel 2017, del Patto dei Rii del Mauriziano, accordo di fiume per la valorizzazione dei rii di quest’area, da parte di Comune di Reggio Emilia, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Albinea, Arpae, Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Iren, Istituto Antonio Zanelli e associazione Il Gabbiano.
È del 2023 la presentazione del progetto “Infrastrutture verdi e Blu” da parte di Comune, Ente Parchi e Consorzio di Bonifica, e l’avvio del percorso partecipato per la costituzione del Paesaggio naturale e seminaturale Protetto. Tra febbraio e marzo 2024 si svolge il Laboratorio Urbano, percorso di co-progettazione che, attraverso quattro tavoli tematici, coinvolge oltre 200 cittadini tra i soggetti del Terzo settore, 126 aziende agricole e 6 Consulte d’ambito sui temi della tutela ecologica, della valorizzazione dei sentieri e della mobilità lenta, dei beni culturali e della comunicazione dell’area. Il Laboratorio definisce le finalità istitutive, la perimetrazione e il modello di governance del futuro Paesaggio Protetto, e formalizza la proposta istitutiva in valutazione presso la Regione. Nel corso del percorso viene inoltre individuata la denominazione della proposta di Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto (PNSP) come “Terre e Acque dell’Ariosto”, valorizzando così l’identità storica, culturale e paesaggistica dell’area.
Il 13 dicembre 2024, con la firma della convenzione tra Comune, Ente Parchi e Consorzio di Bonifica, il progetto entra nella fase operativa. Nella primavera del 2026 prendono avvio i primi cantieri. Nell’estate 2026 l’iter legislativo giunge a compimento con il parere positivo della Commissione territorio e la successiva approvazione in Giunta dell’istituzione del Paesaggio protetto.
Infrastrutture verdi e blu – Nell’ambito del progetto complessivo di valorizzazione dell’area si inserisce il progetto “Terre e Acque dell’Ariosto – Infrastrutture Verdi e Blu”, un ampio intervento di riqualificazione ecologica che si sviluppa lungo il torrente Rodano e il sistema dei suoi affluenti, attraversando i quartieri di Due Maestà, Buco del Signore, Bazzarola, San Maurizio, Gavassa, Mancasale, Pratofontana e si spinge fino alle frazioni di Gavasseto e Fogliano.
Il progetto prevede un finanziamento da 1.875.000 euro, di cui circa 1,4 milioni nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027 – Bando per la progettazione e realizzazione di infrastrutture verdi e blu in aree urbane e periurbane: la restante parte di cofinanziamento, pari a 468.750 euro, è a carico del Comune di Reggio Emilia e del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale. Il progetto è inoltre una delle 20 “Operazioni di importanza strategica – Progetti Europa 27” finanziate dalla Regione Emilia-Romagna in attuazione della Priorità 2 – Sostenibilità, decarbonizzazione del PR FESR 2021-2027, ed è realizzato nell’ambito di Coesione Italia 21-27, cofinanziato dall’ Unione Europea.
Si tratta di un’importante azione di valorizzazione del territorio che vede “interventi verdi” (aree naturali o seminaturali) e “interventi blu” (aree dominate da corpi d’acqua superficiali o corsi d’acqua). In particolare, gli interventi verdi prevedono la realizzazione di boschi misti, micro-foreste, siepi, fasce arbustive, prati, zone umide, saliceti ripariali, filari alberati, ma anche operazioni di de-sealing (porzioni di suolo liberate dall’asfalto e dal cemento e riportate alle condizioni naturali) e la realizzazione di siepi, pavimentazioni drenanti, filari alberati e aiuole. Gli interventi blu riguardano invece la riqualificazione dei corsi d’acqua con la realizzazione di fasce boscate, fasce arbustive e saliceti ripariali e parchi dell’acqua.
L’obiettivo primario è migliorare la fruizione dell’area e intervenire sulla riqualificazione in chiave ecologica dell’ambiente e delle reti idriche.
I lavori sono iniziati nella primavera del 2026 e proseguono per fasi: la forestazione si concentra nei mesi autunnali e a inizio primavera, le opere di de-sealing tra tarda primavera ed estate. I primi sono stati gli interventi di forestazione presso il Parco Acque Chiare, in particolare nelle aree di via Cugini (una siepe campestre con 600 piante, un bosco misto planiziale con 2.600 piante, un frutteto, una fascia boscata igrofila con oltre 700 piantine e una micro-foresta con 3.000 piante), via Cardarelli (un filare alberato e una fascia boscata igrofila con oltre 500 arbusti) e via Mercalli (una fascia ripariale con oltre 2 mila piantine macrofite).
Sono inoltre partiti a giugno 2026 anche gli interventi di desealing in ambito urbano e in particolare in via Notari, nel tratto tra via T. Edison e via E. Jenner. Le opere di de-impermeabilizzazione, attualmente in fase conclusiva proprio in via Notari, hanno lo scopo di migliorare il deflusso superficiale delle acque pluviali, con una conseguente riduzione del rischio di allagamenti localizzati. I lavori si estendono anche al parcheggio pubblico tra via Ferraris e via Jenner, dove la pavimentazione viene sostituita con asfalto drenante e i parcheggi sono realizzati con autobloccanti drenanti. Al termine dei lavori in via Notari, nelle prossime settimane si procederà con i lavori di de-sealing nei parcheggi di via lambrakin e del Mauriziano, in via Mazzacurati-via Monari e al parco Miro.
Sono invece previsti a partire da settembre 2026 gli interventi sul canale Reggio III e l’intervento sul torrente Rodano in zona Campovolo, nonché gli ulteriori interventi di forestazione nei parchi urbani, gli interventi sui canali e sul fontanile dell’Ariolo, ricalibrato in coordinamento con l’Istituto Antonio Zanelli per preservare il prato polifito esistente. La conclusione del progetto è prevista entro la fine del 2026.
A questi interventi, infine, si aggiungono quelli finanziati con 200 mila euro dal Mase – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e da un co-finanziamento comunale pari a 35 mila euro, per un totale di 235 mila euro, che vanno a completare il progetto Infrastrutture verdi e blu. Si tratta di risorse destinate alla creazione di habitat e a interventi di forestazione dell’area di confluenza tra il torrente Rodano e il Rio Acque Chiare. Verranno piantumate specie arboreo-arbustive coerenti con il potenziamento dell’Habitat 92A0 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba e con il bosco misto planiziale; nell’area si prevede inoltre di mettere a dimora e favorire il prato stabile polifita.

