I Carabinieri della Stazione di Correggio hanno messo fine a un presunto e prolungato comportamento persecutorio che includeva vessazioni quotidiane, minacce e culminava in violente aggressioni fisiche. A seguito di un’attenta indagine, condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia e sotto la guida del Procuratore Calogero Gaetano Paci, un uomo di 40 anni residente a Correggio è stato denunciato per lesioni personali aggravate e atti persecutori (stalking condominiale), aggravati dalla recidiva, ai danni di numerosi condomini e vicini.
La Procura ha accolto le prove fornite dagli investigatori e ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l‘applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari presso una struttura terapeutica, eseguita dai Carabinieri.
L’indagine è nata dalle denunce presentate dall’amministratore temporaneo di un condominio di Correggio, per conto dei residenti, e da altre vittime del complesso abitativo. Gli investigatori hanno ricostruito che l’indagato, già noto alle autorità, a partire da giugno 2026 aveva creato un clima di terrore nel quartiere. La sua condotta si manifestava attraverso schiamazzi notturni ad alto volume e il lancio di oggetti dalle finestre, tra cui fazzoletti e indumenti contaminati con feci, bicchieri di vetro, carta igienica bruciata, coltelli e persino un’anta di armadio. La situazione è peggiorata con due episodi particolarmente violenti.
Il 17 giugno, l’uomo si è introdotto con la forza nel cortile privato di una villetta adiacente, minacciando e aggredendo la proprietaria che ha riportato lesioni guaribili in cinque giorni. Solo due giorni dopo, ha attaccato una condomina appena giunta all’ascensore dello stabile, colpendola prima con un pugno e poi ripetutamente con calci mentre era a terra, causandole fratture traumatiche con una prognosi di 28 giorni. Questi atti ripetuti hanno generato nelle vittime uno stato d’ansia e paura costante per la loro sicurezza, spingendo alcuni a dotarsi di spray al peperoncino o a trovare rifugio temporaneo presso familiari.
Data la gravità della situazione e il rischio continuo di reiterazione delle azioni violente, la Procura ha chiesto e ottenuto l’arresto domiciliare presso una struttura residenziale terapeutico–riabilitativa, al fine di contenere la pericolosità dell’individuo.

