“L’elefante nelle stanze di Acer è la morosità accumulata negli anni, che rende l’azienda di Reggio un caso di studio in tutta la regione. È da qui che occorre ripartire, con trasparenza, obiettivi misurabili e un confronto stabile con la comunità e le parti sociali. Verissimo: la nuova governance ha ereditato una situazione difficile, ma proprio per questo ha il diritto/dovere di aprire una stagione diversa”.
Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, interviene così dopo la presentazione del bilancio 2025 di Acer Reggio Emilia, chiedendo ai vertici dell’azienda un cambio di passo nel confronto con tutto il territorio sul tema della casa pubblica.
“Acer è un asset fondamentale di un territorio che sta prendendo sempre più coscienza di quanto profonda e grave sia l’emergenza casa. Per tutti. Per chi è in una situazione di estrema fragilità, come per chi, nonostante lavoro solido e reddito certo, non riesce più a tenere insieme queste due parole: casa e famiglia. Se la gestione dell’emergenza casa diventa un fatto di Comunità, il futuro di Acer non può essere discusso soltanto negli organi amministrativi: deve diventare una questione pubblica, affrontata con franchezza, anche insieme alle parti sociali. Apprendere i numeri dei bilanci solo a mezzo stampa è francamente riduttivo”.
Il dato più preoccupante che emerge dai bilanci riguarda i crediti verso gli assegnatari. Nel 2018 erano 11,9 milioni di euro; nel 2024 hanno raggiunto 16,4 milioni: 4,5 milioni in più, quasi il 38%.
“Una massa che ha radici antiche e che non basta acquisire come dato critico di bilancio. Andrebbe anche chiarito, alla luce del sole, perché l’Azienda è in queste condizioni, perché la spia rossa sul cruscotto non si è accesa o non si è vista per tempo e, quindi, se ci sono responsabilità e di chi”, osserva Papaleo.
Quel che abbiamo visto a Reggio non è una dinamica fisiologica. Una elaborazione Cisl sui bilanci pubblici 2024 di sette Acer (oltre a Reggio: Rimini, Bologna, Parma, Forli-Cesena, Ferrara, Modena) con dati utilizzabili colloca Reggio al secondo posto per stock lordo assoluto di crediti verso gli utenti, dietro soltanto a Bologna. Rapportando lo stock agli alloggi Erp censiti dalla Regione al 31 dicembre 2024, Reggio sale al primo posto di questa non bellissima classifica, con circa 3.976 euro per abitazione.
“Acer serve all’intero territorio a condizione che questa strategia di risanamento non sia solo un fatto tecnico, amministrativo, ma una ripartenza condivisa – prosegue Papaleo –. La nuova leadership può trasformare questa eredità in un cambio di metodo, fissando obiettivi, rendendo leggibili i risultati e le criticità e costruendo alleanze territoriali. Leggiamo che il Presidente Amico vuole aprirsi al confronto con i sindacati e ora confidiamo che ciò accada in modo strutturale, perché avremmo tante cose da chiedere al Presidente in ordine ai conti dell’Azienda, ai costi delle manutenzioni e delle rigenerazioni degli alloggi sfitti, ma soprattutto in ordine a come Acer possa diventare uno strumento non solo di gestione ma di elaborazione di una strategia reggiana per la casa”, conclude Papaleo.

