A favore della riconferma di Guido Mora alla guida del sindacato Cgil di Reggio Emilia solo 66 voti favorevoli. I 75 voti contrari dell’Assemblea Generale, composta da 144 membri, siglano un colpo di scena delle sorti della Cgil reggiana bocciando il candidato unico al congresso: Guido Mora, segretario provinciale uscente in sella dal 2014.
Un vero e proprio ribaltone che nessuno si aspettava. La prima volta che a Reggio Emilia viene di fatto sfiduciato al congresso un segretario uscente quando la sua riconferma era data da tutti per certa, in primis dallo stesso Mora che durante gli interventi aveva parlato addirittura di un suo avvicendamento rispetto a quella che doveva essere la scadenza naturale di mandato a metà 2020.
“Ringrazio i farabutti che sono in Assemblea generare – ha urlato dal palco dell’Ariosto Guido Mora dopo aver appreso gli esiti elettorali- oggi è il mio 25 aprile personale. Si tratta della liberazione da un impegno che credo di aver svolto con devozione. Buona fortuna, perché ne avete bisogno”.
Ma chi sarebbero stati i franchi tiratori? Mora contava sull’appoggio della Fiom, di cui oltretutto è stato in passato segretario, sugli iscritti al sindacato trasporti, pensionati e altri che gli avrebbero garantito circa il 55%. Ma le cose non sono andate come da copione. Che la Cigl non navigasse in ottime acque per quanto riguarda l’unità era emerso da tempo, quando già nel 2015 ci fu una spaccatura interna con l’uscita dalla segreteria provinciale da parte di coloro che si riconoscevano nella Camusso. Crisi poi -apparentemente- rientrata.
Va detto che sono cambiati anche gli equilibri a livello nazionale ed è quindi verosimile pensare che da Reggio Emilia si sia voluto dare un segnale forte. Ora la palla passa ai centri regolatori regionali e nazionali che avvieranno una fase di confronto propedeutica alla riconvocazione dell’Assemblea Generale penando al contempo a una soluzione che non laceri ulteriormente il sindacato.
nsr

