“Saman, nel cuore e nelle lotte”, prosegue il presidio di “Non una di meno” davanti al Tribunale

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Prosegue la mobilitazione delle attiviste dell’associazione “Non una di meno” davanti al Tribunale di Reggio Emilia, dov’è iniziato l’11 febbraio il processo per l’omicidio di Saman Abbas in Corte d’Assise per chiedere giustizia.

Saman Abbas aveva 18 anni, fu assassinata e sepolta in una buca presso un casolare diroccato a Novellara, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021, dopo aver rifiutato un matrimonio forzato.
Per il suo omicidio sono imputati cinque familiari della giovane: lo zio, due cugini, il padre e la madre di Saman. Questi ultimi non sono in Italia, il padre è detenuto in Pakistan, la madre è attualmente latitante.

Oltre a “Non una di meno”, circa altre 20 associazioni e organizzazioni no profit hanno chiesto di costituirsi come parte civile.