La solidarietà di Filippi a Tommaso Manfreda: “Non lasciarti intimorire da quei tesserati di partito che ti fanno la morale. Sei un uomo onesto”

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Il coordinamento dei sindaci reggiani, guidato dal presidente della Provincia Giorgio Zanni, si è riunito ieri mattina in via straordinaria elaborando una risposta politica a seguito al ricorso al Tar presentato dalla ditta Manfreda contro la Prefettura, per l’esclusione dalla white list, ma anche contro Provincia, Regione, Ministero dell’Interno e tutti i 42 Comuni reggiani che hanno costruito, sottoscritto e applicato i protocolli antimafia di cui è stata chiesta la sospensiva.
“Al netto del legittimo ricorso al Tar contro l’interdittiva emessa dalla Prefettura -fanno sapere i sindaci-, siamo fortemente preoccupati e non possiamo accettare l’altro obiettivo a cui evidentemente mira tale ricorso: azzerare il sistema di controllo dei protocolli antimafia costruito da tutte le Istituzioni di questa provincia negli ultimi sette anni» sostengono i sindaci. Ricordando come «questi strumenti siano nati anche come concreta risposta all’inchiesta Aemilia, di concerto tra tutte le istituzioni coordinate dalla Prefettura”.

Tommaso Manfreda, imprenditore ed ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Casina, si è dimesso dagli incarichi amministrativi in comune a seguito della vicenda.
Un imprenditore, un uomo su cui ha fatto quadrato la Giunta e il sindaco Stefano Costi confermando fiducia e stima.
Ma non solo.
Un numero sempre più crescente di cittadini di Casina -che da anni conoscono da vicino Tommaso Manfreda- sono rimasti sgomenti di fronte alla vicenda che ha visto l’esclusione dalla white list della ditta Manfreda e si sta diffondendo un tam tam di solidarietà sempre più incisivo. Fra questi quello dell’Ing. Fabio Filippi (ex Consigliere regionale di Forza Italia) e della moglie Daniela di cui pubblichiamo in calce la lettera aperta.

E’ importante avere fiducia nella Giustizia e negli amministratori che governano il paese e i territori locali, chiamati ad assumere decisioni per il bene della res publica attraverso leggi, decreti e ordinanze. Purtroppo incresciosi fatti di cronaca hanno portato alla luce errori (e anche condanne) nei confronti di uomini di Giustizia e rappresentanti dello Stato che durante i propri incarichi hanno inficiato la vita di persone, famiglie e territori interi.
Per queste ragioni la popolazione è sempre più cauta -anche rispetto ai media- nel condannare “a priori” chi è stato colpito da atti giudiziari o amministrativi.
mb.
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Ing. Fabio Filippi

“Tommaso, non lasciarti intimorire da chi “forte di tessera di partito” si permette di fare la morale a te che con il tuo onesto lavoro autonomo hai sempre contribuito: a preservare la nostra economia, a garantire un lavoro onesto sul territorio e a promuovere la cultura della legalità.
Non hai mai aggirato alcun ostacolo, non hai dato “aiutini” a nessuno e soprattutto, ti conosciamo bene TUTTI a Casina e dintorni, e possiamo dire che anche per te (e non solo per l’opposizione), resta un punto fermo che la pratica associativa mafiosa è da contrastare con decisione perché mina la società, la libertà, l’economia, le istituzioni e quindi la civile convivenza.
Difendersi per potere continuare a lavorare, per fare lavorare, per mantenere la propria famiglia e per pagare le tasse, non significa dare aiutini alla mafia o attaccare la cultura antimafia – ma significa esercitare un proprio diritto in un paese ancora LIBERO”.

Daniela e Fabio Filippi