Abusi su una ragazzina 11enne. A processo l’amico di famiglia, un operaio 30enne

Ha avuto inizio ieri mattina in Tribunale a Reggio Emilia il processo a porte chiuse che vede vittima una ragazzina di 11 anni residente nel comprensorio delle ceramiche.

Da una parte la vittima con i genitori e dall’altra un operaio 30enne, amico storico di famiglia che da anni frequentava la casa della ragazzina. Per la 11enne l’uomo era una persona di fiducia dei genitori che l’ha vista crescere, una persona quindi nei confronti della quale riponeva la medesima fiducia.

Poi ad un certo punto, nel settembre dell’anno scorso, l’uomo si sarebbe approfittato dell’ingenuità della giovanissima per varcare quel confine che dovrebbe essere sempre ben definito e insuperabile fra un adulto e un bambino: dopo aver carpito ulteriore fiducia avrebbe iniziato palpeggiarla, baciarla e inviarle sul cellulare immagine molto spinte a sfondo sessuale.

Fatti che sono durati diversi mesi, fin quando i genitori non hanno scoperto l’orribile storia controllando il cellulare della figlia e si sono precipitati immediatamente nel gennaio di quest’anno in questura per formalizzare la denuncia assistiti dal legale di fiducia Avv. Erica Romani.

Già dalle prime indagini della squadra mobile reggiana sono emersi riscontri al racconto della ragazzina, tanto che poco dopo è stata disposta una misura restrittiva nei confronti dell’operaio, con il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima.

Il processo da ieri è formalmente iniziato. Genitori e figlia si sono costituiti parte civile.

nsr

(Nelle foto: immagine d’archivio. L’Avv. Erica Romani)