Aborto, Civati (Alleanza Verdi e Sinistra): “Si garantisca almeno il 60% di medici non obiettori”

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“Dobbiamo garantire almeno il 60% del personale sanitario non obiettore, l’aborto farmacologico senza necessità di day hospital e l’eliminazione del periodo di riflessione previsto nei casi non urgenti”. È quanto afferma il fondatore di Possibile Pippo Civati, capolista a Bologna, Ferrara e in Romagna per il plurinominale al Senato con la lista Alleanza Verdi e Sinistra, convinto che si debba garantire “molto di più della legge 194”.

Il candidato di AVS-Possibile propone, infatti, una “politica transfemminista” che a tutela dei diritti delle donne prevede “la tampon tax, ovvero la riduzione dell’Iva al 4% sugli assorbenti, come su tutti gli altri beni di prima necessità, il congedo parentale di quattro mesi per entrambi i genitori, una legge sul consenso sessuale, parità retributiva di genere, con obbligo di trasparenza per le aziende private, garantendo l’accesso alle informazioni sul gender pay gap e impedendo la partecipazione alle gare pubbliche per le aziende che praticano discriminazione retributiva di genere”.

“In Ungheria una nuova legge di Orban impone a chi vuole abortire di ascoltare il battito del feto. Qui da noi Meloni dice ‘voler garantire il diritto a non abortire’ – aggiunge la segretaria di Possibile Beatrice Brignone, capolista AVS al plurinominale al Senato per il collegio emiliano che va da Piacenza a Modena – e intanto, da quando FdI è arrivata al governo delle Marche, per le donne è diventato quasi impossibile abortire. Stiamo assistendo a una limitazione dei diritti di tutte e tutti. Bisogna evitare che questo modello venga allargato a tutta Italia”.