Giallo sulla morte del toanese 77enne Giuseppe Pedrazzini, il Riesame: “Figlia e genero tornino in carcere”

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“Assenza di ogni remora nell’eseguire un progetto criminale come quello di cui è stato vittima il 77enne Giuseppe Pedrazzini. E’ stato lasciato morire senza alcuna assistenza sanitaria nella propria casa, sebbene negli ultimi giorni prima della morte le sue condizioni fossero molto peggiorate per l’espulsione di un’ernia”, parole che pesano come macigni, quelle scritto nero su bianco nell’ordinanza del Tribunale del Riesame che ha ribaltato la scelta del giudice di primo grado Dario De Luca che aveva scarcerato moglie, figlie e genero di Pedrazzini.

Il Riesame ha accolto il ricorso sulle misure cautelari presentato dalla pm Piera Cristina Giannusa sul giallo di Toano disponendo la custodia cautelare in carcere per la 37enne Silvia Pedrazzini, figlia dell’anziano trovato morto nel pozzo e il marito 42enne Riccardo Guida, ad oggi sottoposti a obbligo di firma e di dimora a Suzzara (Mn), confermando invece queste due ultime misure per la vedova Marta Ghilardini
Per il Riesame “Gli interessi economici sono stati anteposti a ogni forma di umana solidarietà verso un parente stretto” che avrebbero portato alla “scelta di occultare le prove, sbarazzandosi del corpo del deceduto, gettato in un pozzo”.
“Riccardo e Silvia hanno vissuto in modo parassitario alle spalle dei genitori della Pedrazzini: li hanno indotti a indebitarsi chiedendo finanziamenti per comprare una Bmw e una batteria professionale, beni entrambi voluti da Guida. Morta la suocera di Pedrazzini, ovvero Marta Colombarini, “hanno ordito il piano per accaparrarsi tutte le risorse di Pedrazzini, inducendo Ghilardini ad accettare il loro volere”.

Nell’ordinanza emerge inoltre il tentativo di “inquinare le indagini, spedendo agli inquirenti false mail, facendole apparire come inviate dall’uomo scomparso”.
Ora la difesa degli imputati ha tempo dieci giorni per impugnarla.
Il movente potrebbe essere economico e da ricondurre a necessità economiche che hanno portato alla vendita del trattore e di animali allevati da Pedrazzini, oltre al tentativo di cedere terreni intestati allo stesso. Secondo la procura moglie, figlia, genero e anche il nipote minorenne, erano al corrente di un piano di segregazione architettato durante una riunione di famiglia.

“Lo avevo visto piangere perché non poteva più vedere i suoi amici”, ha dichiarato il nipote agli inquirenti aggiungendo che il nonno era stato portato via avvolto in un telo.

nsr