“Strategie interculturali per costruire coesione sociale”: nuovo progetto a Reggio per promuovere il dialogo interculturale

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Cercare i giovani dal background migratorio nei loro luoghi di ritrovo ed aggregazione formale e informale, parlare con loro, capirne i bisogni, le paure, le aspettative, conoscerli, coinvolgerli in attività, giochi, laboratori, eventi. Trovare e valorizzare nei giovani di seconda generazione quelle competenze di mediazione e prossimità che conducono al dialogo. Rendere le cooperative e le associazioni del territorio protagoniste di azioni di incontro, azioni pilota dal carattere educativo che vogliono aprire la strada a una strategia di lungo periodo orientata al dialogo interculturale e all’integrazione di tutti i giovani che abitano il territorio reggiano.

Sono queste, in sintesi, le finalità delle azioni pilota del progetto SICCS “Strategie interculturali per costruire coesione sociale”, finanziato nell’ambito del Fondo Asilo, migrazione e integrazione 2014-2019, di cui la prefettura di Reggio Emilia è beneficiaria e capofila.

Il progetto SICCS nasce e muove le prime mosse in una fase storica delicata e particolare, influenzata dalle restrizioni del Coronavirus, in cui l’azione di incontro e di ascolto dei giovani è risultata fondamentale. Ecco perché, sulla base della ricerca condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia, con l’attiva partecipazione delle amministrazioni comunali della Provincia di Reggio Emilia, e a seguito di una formazione, che ha coinvolto forze dell’ordine, dipendenti di enti locali, servizi sociali e operatori del privato sociale, è stata inaugurata una fase di sperimentazione di nuove azioni finalizzate al coinvolgimento dei giovani, specie di quelli dal background culturale eterogeneo.

Le azioni sono condotte dalla Cooperativa sociale il Giro del cielo, dall’Associazione Pro.Di.Gio e dalla Cooperativa sociale Re.Serarch e si sviluppano principalmente sui territori dei comuni di Reggio Emilia, Carpineti, Correggio, Gattatico, Guastalla, Scandiano e Toano.
Il coordinamento delle attività è gestito dalla Fondazione Mondinsieme, con la collaborazione di UNIMORE, mentre la Fondazione E-35 ne cura la supervisione e la diffusione sul territorio provinciale. Al termine del progetto, che si concluderà a ottobre 2022, la prefettura potrà raccogliere i risultati della più importante azione di conoscenza condotta sul territorio provinciale negli ultimi dieci anni sul tema dell’interculturalità.