“Nessuna resa” con la doppia esse “SS” ben comprensibile ed un piccolo fascio littorio stilizzato, sono stati vergati sul muro esterno all’Arci di via Fenulli, proprio la mattina del 25 aprile. Il “valoroso” colto in flagrante dai volontari di primo mattino, è riuscito però a svignarsela. Era comunque un minorenne.
Così come un minorenne con un paio di complici, è colui che ha insozzato il murale dei partigiani al Foscato lo scorso autunno.
E se si guarda la baracchina di Piero Canovi imbrattata per ben tre volte, di cui l’ultima a febbraio, si può ben vedere che la doppia esse “SS” nazista ed il fascio littorio sono grafologicamente pressoché uguali a quelli comparsi al Fenulli.
Il quartiere è il medesimo, ossia la Canalina, da mesi teatro di vandalismi, anche alla statua di Tambo al parco della Pace, imbrattata anch’essa con i simboli del nazifascismo. Ai quali vanno aggiunti per ben due volte gli imbrattamenti al parco della Resistenza a San Prospero e quello al monumento ai partigiani in piazza Martiri del 7 Luglio.
L’ultimo a Casa Manfredi.
Se si uniscono i cosiddetti puntini, come si suol dire, forse abbiamo un indizio. Il punto però della questione è che in città da mesi sono iniziati a spuntare come mai prima d’ora i simboli del passato nazifascista, gli stessi che tv e giornali ogni giorno, pretendono di derubricare e negare la valenza politica se stanno sui vessilli dei battaglioni ucraini.
Tuttavia come sì è visto, si è tentato di additare il 25 aprile reggiano come irrispettoso e violento, scatenando l’ira dei vertici nazionali di certi partiti forti della grancassa mediatica dei “giornaloni”, per la presenza di quattro simpatici sbandieratori in cerca di visibilità, ma non mi sembra che nessun vertice nazionale di nessun partito, abbia da dire nulla in merito ai monumenti dei partigiani da mesi sporcati coi simboli della vergogna, proprio nella provincia dei fratelli Cervi, che dovrebbero indignare tanti di coloro che stavano in piazza due giorni fa. Indignazione a comando, la stessa a cui assistiamo da 8 anni a questa parte. Ma del resto cosa aspettarsi dopo 30 anni di revisionismo?!
Alessandro Fontanesi

