L’Arcivescovo Rabitti ricorda il “Santo” parroco Don Reverberi a Castellarano

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Arcivescovo Paolo Rabitti e don Giovanni Rossi durante la celebrazione della Santa Messa

Parola di Dio, testimonianza eroica della carità, preghiera intensa, amore per la sua comunità sono state doti peculiari di don Giuseppe Reverberi (1865-1942) che dal giugno 1894 al 3 aprile 1942 – venerdì santo – ha guidato la parrocchia di Castellarano.
Lo ha evidenziato domenica 3 aprile mons. Paolo Rabitti, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, nell’omelia della Santa Messa celebrata nel santuario della Madonna di Campiano a ottanta anni esatti dalla morte del sacerdote, che ventinovenne prese possesso della parrocchia.

Il vescovo Rabitti, nativo di Castellarano e battezzato proprio da don Reverberi, ha enucleato, attraverso anche ricordi personali, lo zelo sacerdotale, lo stile evangelico, l’attenzione agli ultimi, l’autorevolezza, i gesti continui di aiuto, la devozione mariana di don Giuseppe, che si spogliò di tutto per donarlo ai poveri; a lui è intitolata la Casa della carità castellaranese inaugurata trent’anni or sono.

Per quasi mezzo secolo ha condiviso tutto con la sua comunità: è entrato nelle case, ha formato generazioni di adolescenti e giovani, ha consigliato, sostenuto, guidato tante tersone, ha animato innumerevoli iniziative, è stato predicatore delle missioni al popolo. La cura per le chiese del territorio è stata un’altra peculiarità di don Reverberi, di cui venne aperto il processo diocesano di beatificazione per definirne canonicamente quella santità che Castellarano gli ha sempre riconosciuto. L’auspicio è che l’iter venga ripreso.

Una vera “perla di sacerdote” come lo definì don Erio Bertolotti in una pregevole monografia.
La celebrazione è stata introdotta da don Giovanni Rossi, parroco dell’Unità pastorale “Madonna di Campiano”, che ha ricordato come dal 1953 don Giuseppe Reverberi sia sepolto nella sua antica pieve, di cui sono in corso impegnativi interventi di restauro.

Al termine della liturgia il sindaco e presidente della Provincia Giorgio Zani ha sottolineato la ricca eredità spirituale e l’impronta profonda lasciata da don Reverberi a Castellarano che anche alla toponomastica ne ha affidato il ricordo. Certamente la propensione all’accoglienza e all’attenzione verso le fragilità che denota la comunità castellaranese affonda le sue radici nel magistero di don Giuseppe.

La figura e l’opera dello storico e amato parroco sono state ripercorse da Corrado Debbi, autore di una monografia sul sacerdote, inquadrandolo nel coevo contesto sociale ed ecclesiastico. Il relatore ha ripercorso, con il supporto di immagini, avvenimenti salienti del parroccato di don Reverberi, che seppe fare del santuario di Campiano il centro del culto mariano nella valle del Secchia. Ogni giorno la sua porta era aperta chiunque riceveva aiuto.

Inoltre ne ha sottolineato il ruolo incisivo rivestito nella comunità castellaranese per oltre nove lustri, a cui ha donato il suo intenso e generoso ministero.