Ripristinato il cippo dei partigiani fucilati a Villa Bagno il 20 marzo 1945

Nel pomeriggio di sabato 11 settembre i comunisti reggiani, insieme ai volontari di Patria Socialista, del Partito Comunista di Reggio Emilia ed al marmista di Campagnola Valerio Saccani che ha eseguito i lavori, è stato sistemato e ripristinato il cippo dei partigiani fucilati a Villa Bagno il 20 marzo 1945 dalla Brigata Nera. Il cippo si trova lungo la via Emilia proprio sul ciglio della strada opposto alla Farmacia Cartesio a Bagno, in prossimità della fermata del tram e soprattutto accanto ad un cestino dei rifiuti.
Di fatto il cippo dei partigiani è la fermata del tram stessa, assai singolare, che andrebbe in qualche modo ricollocato dalla parte opposta della strada, proprio sul lato della pista ciclabile, all’ombra di una pianta e raggiungibile in sicurezza.
Ma tant’è e nella consueta deposizione dei garofani su tutti i cippi dei partigiani lo scorso 24 aprile, avevo io stesso riscontrato e segnalato alla Gazzetta il grave stato di conservazione della fotografia del partigiano Ermanno Colombini, completamente compromessa e piena di crepe.
È mancante inoltre una lettera nella indicazione del luogo di nascita di Paolo Monzani, decorato tra l’altro con la medaglia d’argento per la Resistenza.
Il 20 marzo 1945 cinque giovani antifascisti vennero prelevati arbitrariamente dal carcere dei “Servi”, in conseguenza di numerosi attacchi effettuati dai partigiani sulla via Emilia a est di Reggio, i tedeschi ordinarono la rappresaglia immediata, eseguita dalla Brigata Nera, dai fascisti italiani, con la fucilazione dei partigiani Ermanno Colombini di 21 anni, Benedetto Franchini di 19 anni, Antonello Mondaini di 30 anni, Paolo Monzani di 20 anni e Nino Ibatici di 23 anni, uccisi propro a Bagno. 
Constatato il cattivo stato di conservazione del monumento, poco prima delle ferie estive, insieme a Valerio Saccani abbiamo staccato la foto rovinata, il quale ha provveduto a ripararla, ridonandole la dignità che merita. 
Sabato pomeriggio alle 16 con una piccola cerimonia tra amici e compagni, da noi stessi sostenuta economicamente, abbiamo ricollocato la foto e aggiunto la lettera in metallo mancante, onorando la storia e la memoria di cinque partigiani, cinque nostri padri, che hanno sacrificato la vita nel momento più buio della storia del nostro paese. Un piccolo gesto di grande valore, per sostanziare l’antifascismo non soltanto durante le scadenze comandate. 
 
Alessandro Fontanesi