E’ già un successo il debutto del Festival dei Caseifici Aperti, che sta animando da ieri l’area del Campovolo di Reggio Emilia. Un appuntamento che offre a tutti (foodies, appassionati, curiosi di ogni età) la possibilità di immergersi nella produzione della DOP più amata del mondo e nelle sue terre ricche di storia, arte e cultura.
E’ stata inoltre anche una straordinaria occasione per tornare a stare insieme, incontrarsi e partecipare a eventi artistici, musicali, sportivi, giochi e tantissime attrazioni in piena sicurezza. Un evento che segna quindi un ritorno a quella socialità e convivialità che tanto è mancata negli ultimi due anni. E lo fa anche attraverso il coinvolgimento di realtà profondamente radicate sul territorio, che contribuiscono ad animare diversi momenti del Festival.
Uno dei settori che maggiormente hanno dovuto limitare le attività a seguito della pandemia è stato quello sportivo, specialmente le iniziative dilettantistiche. Grazie alla collaborazione di Uisp Reggio Emilia invece, in occasione del Festival riparte la stagione podistica con un evento speciale: una camminata non competitiva aperta a tutti (su due percorsi, da 5 e 10 km) con partenza e arrivo all’ingresso del Festival.
Non manca poi la solidarietà, da sempre molto forte sul territorio reggiano, attraverso la presenza di una Onlus storica ed estremamente radicata: Fondazione GRADE, il Gruppo Amici dell’Ematologia che sostiene progetti di ricerca e azioni a favore dei pazienti onco ematologici. Sabato 11 settembre il GRADE è stato al centro di una serata per raccogliere fondi per la ricerca sui linfomi, un Charity Picnic Musicale sul prato dell’Area Campovolo. Buon cibo, ma anche grande musica live tra gli ingredienti della serata, con tre band sempre vicine alla causa della Fondazione reggiana che accompagneranno live il picnic: Ma noi no, Lassociazione e Canne da Zucchero.
I fondi raccolti sosterranno il progetto “Ricerca o non ricerca?”, per raccogliere 1,2 milioni di euro in 5 anni e finanziare 2 importanti studi sui linfomi, che potranno introdurre innovativi protocolli terapeutici a livello nazionale. Gli studi coinvolgono 50 centri di ricerca in tutta Italia.
nsr
(Foto di Fabio Zani)







