Guai per un 33enne reggiano artigiano, incensurato, No-Vax e altre sette persone che in una chat su Telegram incitava alla violenza verso istituzioni e giornalisti: “I primi che dobbiamo colpire sono i giornalisti, li dobbiamo fare fuori, ci sono le molotov per fare saltare i furgoni delle televisioni”, scrivevano nelle chat.
“Se mi scoprono mi arrestano per terrorismo”, così l’uomo aveva scritto nelle chat del gruppo “i guerrieri” che stavano organizzando per domani la trasferta a Roma per il corteo No Vax.
L’operazione è stata coordinata dalla Procura di Milano. A Reggio Emilia sono intervenuti all’alba gli uomini della Digos che hanno fatto irruzione nella casa del 33enne che al di fuori della tastiera per cliccare istigazioni a delinquere via Telegram – aggravata dall’uso di mezzi tecnologici- risulta una persona mite che non ha partecipato nemmeno ai presidi contro il Green Pass che si sono svolti in città.
Gli inquirenti hanno evidenziato gli intenti violenti e i toni particolarmente aggressivi con i quali gli indagati avrebbero tentato di incitare gli altri partecipanti alla chat, illustrando teorie negazioniste.
nsr
(Foto d’archivio di una manifestazione No-Vax a Reggio Emilia)

