Stato di agitazione in Gazzetta di Reggio: è sciopero. Mobilitazioni a sostegno dei giornalisti

Dopo Cgil di Reggio Emilia e la nostra testata giornalista NextStopReggio (leggi qui), prosegue la mobilitazione a sostegno dei giornalisti in sciopero del gruppo Sea di cui fa parte La Gazzetta di Reggio.
I giornalisti delle storiche testate emiliano-romagnole, radicate nel panorama informativo regionale e nazionale, sono in stato di agitazione dopo aver respinto la proposta dell’editore, Gruppo Sae, di ricorso “massiccio” agli ammortizzatori sociali (ndr, Sae meno di un anno fa ha rilevato dal Gruppo editoriale Gedi la proprietà dei tre quotidiani emiliano-romagnoli e del Tirreno).

Solidarietà della Regione Emilia-Romagna ai giornalisti in sciopero di Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena e Nuova Ferrara viene espressa dal sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, e dall’assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano.
“È necessario che venga tutelato il patrimonio di professionalità che i giornalisti rappresentano, insieme a tutti gli altri lavoratori e lavoratrici che ogni giorno danno vita ai tre quotidiani emiliani. Così come va perseguita e concretizzata una prospettiva editoriale che abbia nella qualità dell’informazione e nell’attenzione verso i lettori elementi imprescindibili per il pluralismo di voci che contraddistingue una società aperta e innovativa”, aggiungono Baruffi e Calvano.

I rappresentanti sindacali dei Cdr di Gedi News Network hanno espresso amarezza per la proposta di ricorso agli ammortizzatori sociali degli editori di Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara: “Apprendiamo con amarezza la proposta di ricorso agli ammortizzatori sociali proposta dal Gruppo Sae ai redattori, nostri ex colleghi, del Tirreno, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Le assemblee dei redattori l’hanno respinta all’unanimità e hanno dato mandato ai Comitati di indire un pacchetto di giorni di sciopero (oltre a quello odierno) deliberando l’immediata proclamazione dello stato di agitazione fino a quando l’azienda non ritirerà la sua “proposta” non trattabile”.
“Abbiamo percorso un lungo cammino insieme – proseguono i Comitati di redazione –, abbiamo rappresentato, insieme, una risorsa importante per il nostro gruppo editoriale. Nel dicembre scorso il gruppo Gedi ha deciso di cedere i quattro giornali a un nuovo gruppo imprenditoriale. Ma non possiamo dimenticare che la sorte toccata ai nostri ex colleghi poteva e potrebbe essere anche la nostra. Ormai il settore editoriale sta scomparendo sotto l’inesorabile crollo dei ricavi. Occorre che la politica, le istituzioni si facciano carico di trovare una soluzione diversa da quella del business, che metta al riparo il patrimonio dell’informazione professionale e di qualità. Vicende come quella che sta riguardando quattro ex testate del nostro gruppo, che segue altre simili, rilevate da progetti imprenditoriali lanciati in pompa magna, dopo pochi mesi si sono rivelate una mattanza sociale; la credibilità annunciata, subito svanita”.
Concludono i rappresentanti sindacali: «Assistiamo ad una lenta agonia che ora potrebbe far scomparire questi giornali, ma siamo consapevoli che nessuno è al riparo da questo sistema di dismissione. Il mondo dell’informazione dovrà prima o poi svincolarsi dagli stretti ingranaggi dell’imprenditoria: la politica, il governo dovranno prendersene carico. Augurandoci che questo avvenga, ci stringiamo con affetto ai nostri colleghi, testimoniando loro la nostra solidarietà».

Anche Aser ha espresso solidarietà – tramite il Presidente Matteo Naccari- ai colleghi della Gazzetta di Reggio, della Gazzetta di Modena e della Nuova Ferrara che hanno scioperato insieme con i giornalisti del Tirreno contro la richiesta dell’editore di ricorrere drasticamente agli ammortizzatori sociali. Purtroppo la nuova proprietà, insediata da pochi mesi, ha fin dal primo momento pensato solo a tagliare i costi e le retribuzioni, senza presentare nessun piano di rilancio, nonostante le promesse fatte sia ai tavoli istituzionali che durante presentazioni pubbliche. Dispiace vedere che non ci sia la minima intenzione di valorizzare un patrimonio giornalistico come quello di queste testate, storiche e radicate in importanti regioni italiane. A questo si aggiunge il rifiuto, in barba ad ogni corretta relazione sindacale, da parte dei direttori delle testate di pubblicare i comunicati dei giornalisti dove vengono spiegate le ragioni di questa protesta. Ricordiamo ai direttori che anche loro sono giornalisti e che se intendono solo comportarsi da manager teleguidati possono dimettersi dall’ordine e cercare un’altra occupazione, la categoria non ha bisogno di gente che censura il pensiero dei colleghi”.

Solidarietà anche dal mondo politico. I parlamentari pentastellati Sabrina Pignedoli, Stefania Ascari, Marco Croatti, Vittorio Ferraresi, Maria Edera Spadoni, Gabriele Lanzi, Giulia Sarti e Davide Zanichelli hanno diramato la seguente nota: “ La stampa regionale è una risorsa insostituibile per l’informazione italiana. I tagli del gruppo Sae hanno colpito i fotografi, poi erano stati garantiti investimenti sulle dotazioni informatiche, ma non sono arrivati.
Eppure, lo scorso gennaio il nuovo gruppo Sae presentandosi a Bologna aveva garantito “incubatori di start up, piattaforme di produzione video da rivendere a colossi televisivi mondiali, una scuola di alta formazione in giornalismo digitale”, ma non si è visto nulla di tutto questo.
Solidarietà ai colleghi che ce la stanno mettendo tutta. I numeri danno loro ragione.
Nella classifica Ads di marzo 2021 Il Tirreno è tornato a essere tra i primi venti giornali venduti in Italia in edicola e online. I quattro quotidiani, nel complesso vendono bene. Ma l’editore risponde con dei tagli. Credo che sia necessario invece rilanciare e investire sulla stampa regionale, un presidio fondamentale per garantire un’informazione di qualità ai cittadini in tutti i territori”.