Don Romano Zanni, vinto dalla malattia che da tempo lo aveva colpito, ha incontrato questa mattina “sorella morte” nella casa di preghiera di Albinea attigua all’antica pieve.
Don Romano, carismatica ed emblematica figura del clero reggiano-guastallese, ha sempre fatto della carità e delle missioni il campo privilegiato del suo generoso e prezioso apostolato.
Nato a Castellazzo il 31 luglio 1945, fratello della carità, è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1987 dal vescovo Gilberto Baroni che subito dopo lo ha nominato parroco di Fontanaluccia.
Con queste parole in Cattedrale don Romano Zanni, ricordò il vescovo Gilberto nel diciassettesimo anniversario della morte: “Personalmente ho un grande debito verso di lui, per avermi chiamato al sacerdozio e avermi ordinato, e accompagnato con paternità vigile, vigorosa ed affettuosa, soprattutto i primi anni della successione a don Mario Prandi alla guida della Congregazione Mariana delle Case della Carità, mostrando una grande paternità, ma anche tanta misericordia”. Don Romano sottolineò che il vescovo Gilberto aveva definito le Case della Carità “la pupilla dei miei occhi”.
E fu proprio don Romano Zanni ad accompagnare il 6 giugno 1988 Papa Giovanni Paolo II presso la Casa della Carità di Villa Cella nel corso della memorabile visita del Santo Padre alla Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla.
Don Romano, nipote di don Artemio Zanni storico parroco di Felina, ha guidato la parrocchia in cui mons. Mario Prandi fondò la Congregazione mariana delle Case della Carità fino al 1999, assumendo anche la guida delle comunità di Romanoro, Morsiano e Rovolo. Nel 1999 diveniva parroco “in solidum” moderatore di San Luigi alla Pappagnocca.
E’ stato superiore generale della Congregazione Mariana della Case della Carità dal 1992 al 1998 e riconfermato dal vescovo Caprioli nel 2005 al termine del capitolo nella celebrazione eucaristica in Ghiara in cui l’italiano, il malgascio, l’inglese e il portoghese sono state le lingue utilizzate per la celebrazione del rito.
Attualmente era alla guida dei fratelli della carità. Ha ricoperto anche l’incarico di direttore e di delegato vescovile della Caritas Diocesana e di direttore del Centro Missionario Diocesano.
Sacerdote di profonda fede e di intensa preghiera , ha ben saputo declinare nel quotidiano del suo prezioso ministero l’icona delle tre Mense: Parola, Eucarestia, Poveri, che contraddistingue la Congregazione Mariana delle Case della carità.

Il sorriso accogliente, la franchezza sono sempre state sue peculiarità, così come la capacità di coinvolgere i partecipanti agli incontri da lui guidati, ricorrendo anche dialetto; il 3 febbraio 2019 tenne in Sant’Agostino un memorabile partecipato incontro in cui “raccontò” la carità sotto tre diverse prospettive: virtù teologale, tradizione, scelta di vita e fermento del territorio.
Nel giugno 2016 al rientro del viaggio in Madagasca ebbe ad affermare: “Ai Fratelli della Carità ho dedicato tempo ed energie, come era giusto. Sapendo che la perfezione la raggiungeremo solo in cielo, posso affermare che i Fratelli della Carità stanno andando abbastanza bene, che le comunità camminano con una maggiore assunzione di responsabilità e di condivisione. Come pure mi è parso di cogliere in loro il desiderio di camminare nella volontà di Dio e la ricerca di una santità quotidiana: fatta di preghiera, di lavoro, di fatiche e prove, che nessuno si nasconde, ma riconoscendo anche tante grazie, soprattutto nel rapporto con gli Ospiti delle singole Case. E’ stato bello condividere con loro e godere della loro vivacità, esuberanza e gioia di vivere. Sono passato da quasi tutte le Case della Carità e l’incontro con la Sorelle, anche se breve, è stato un momento bello e positivo, soprattutto quando si è potuto celebrare insieme l’Eucaristia, commentando la Parola e pregando insieme per tutta la Famiglia. Abbiamo condiviso le gioie e i dolori, vicini e lontani. Eventi in cui abbiamo sperimentato l’abbraccio grande dell’amore di Dio attraverso la l’appartenenza alla nostra Famiglia che in vario modo si è fatta presente”.
Lo stesso anno don Zanni guidò con grande competenza il percorso formativo per operatori delle Caritas parrocchiali e dei Centri di Ascolto; nel 2017 predicò gli esercizi spirituali in India nelle Case della Carità di Bombay e nel Kerala.
Giuseppe Adriano Rossi
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