La scuola riprende fra le polemiche: a scendere in piazza lunedì mattina di nuovo gli studenti, contrari ai nuovi orari scaglionati dalle 8.00 alle 10.00, con uscite dalle 13.00 alle 15.00.
“Se torniamo a casa alle 18, facciamo prima a dormire a scuola. Con queste scelte si crea un nuovo problema”.
“E’ stato nuovamente rivoluzionato l’orario scolastico, creandovi forti disguidi -spiegano i manifestanti-. Dopo la Dad n on è stata ancora trovata una soluzione sensata. Come si fa a studiare se arriviamo a casa alle 18 dopo esser usciti da scuola alle 16.00 e arrivando a casa un’ora dopo?”.
Anche per gli attivisti di Priorità alla Scuola non convince il nuovo orario e hanno già annunciato un presidio per venerdì pomeriggio 30 aprile: “Ci risiamo. Dopo le aperture che il Governo ha proposto al 100% eccovi al banco di prova. La risposta è stata “non siamo ancora pronti”, dopo che abbiamo sentito dire a settembre 2020, a dicembre 2020, a gennaio 2021, persino agli inizi di aprile, che eravamo “pronti a ripartire”, che “tutti i problemi” erano stati “affrontati” e che nelle Vostre intenzioni si intendeva tenere aperto fino alla fine, “per non chiudere più”.
Riguardo ai trasporti, erano stati parzialmente incrementati, presumibilmente con le intenzioni di cui sopra. È sopraggiunto un incendio il giorno prima della riapertura a gennaio, fortunatamente i mezzi distrutti sono stati tempestivamente sostituiti. Ciononostante ci hanno segnalato disagi su alcune linee, abbiamo provveduto a inoltrare le segnalazioni. Nulla è cambiato. Ci chiedevamo se mancassero i mezzi, le risorse o la volontà per intervenire. Oggi ce lo chiediamo di nuovo, mentre gli studenti sono scesi in piazza sostenendo giustamente di non essere merci da spostare ma persone”.
“Ci aspettiamo -conclude Priorità alla Scuola Reggio Emilia-risposte concrete e invece finora, solo dichiarazioni sul fatto che saremmo stati pronti e poi nuove dichiarazioni sulla difficoltà di riaprire al 100%. Se anche solo uno studente o una studentessa non disponesse di un autobus o di una navetta per rincasare, dato lo scaglionamento imposto dall’impossibilità di reperire ulteriori mezzi, sarebbe una sconfitta per ognuno di coloro che si sono prodigati in dichiarazioni a cui non hanno fatto seguito i fatti”.
nsr
