Lo stimatissimo ispettore della Guardi di Finanza Giacomo Scafuri, è morto a soli 56enne a seguito di un raro morbo -Creutzfeldt-Jakob – che se l’è portato via in un mese. Si tratta di un morbo che può avere origini genetiche e che allo stato attuale non è curabile.
Scafuri, legatissimo alla famiglia, lavorava nelle fiamme gialle di Modena, ma viveva a Reggio Emilia con la moglie, il medico di base Stefania Borciani, e le quattro figlie Eleonora, Sofia, Irene e Agnese.

Il funerale è stato celebrato ieri pomeriggio nella chiesa di Canali, presenti tantissime persone e molti colleghi in divisa che al termine della cerimonia gli hanno dedicato il picchetto d’onore.
Tanti i messaggi di cordoglio e le testimonianze nel ricordo di un uomo che si è fatto amare da tutti. Molto toccanti le parole della figlia durante la cerimonia funebre: “Durante questo mese di distacco lento e difficile dalla vita, il nostro papà ci ha donato il frutto di quanto ha seminato: il raccolto è stato molto importante e di conforto. Sono stati tanti e preziosi gli amici che hanno abbandonato le loro occupazioni e hanno percorso insieme a noi questo percorso straziante. Nel dolore e nella sofferenza, ci sono stati i momenti di allegria e di condivisione: i sorrisi, le risate, i pianti di papà davanti ai molti amici che l’hanno legato ancor di più alla vita e ne hanno arricchito la bellezza.
Nell’intimità di casa si è sentita la presenza di qualcosa di grande e luminoso grazie ai tanti che ci hanno pensato, hanno pregato, portato una torta o una cena, aiutato papà nelle cose quotidiane o raccontato aneddoti leggeri e divertenti”.
nsr
