“Passano i giorni, le settimane, i mesi, ma l’Anpi locale (e nazionale) continua ad essere estremamente contraria in modo arrogante e con motivazioni da guerra fredda contro le (ancora probabili e non certe) decisioni dei consigli comunali di intitolare una via a Norma Cossetto”. Questa la denuncia di Simone Gandolfi, responsabile provinciale di Reggio Emilia per CasaPound Italia, che insieme ad alcuni militanti del movimento ha, nella giornata di ieri, simbolicamente ridenominato alla memoria della giovane la via dedicata al maresciallo Tito nel comune di Quattro Castella.
“I referenti Anpi del comune fanno sentire la loro voce contro la proposta che viene discussa in consiglio di intitolare una via a Norma Cossetto, con motivazioni che vanno in assoluto contrasto quindi con la Presidenza della Repubblica: la medaglia d’oro al merito civile – ricorda Gandolfi – è stata conferita a Norma Cossetto direttamente dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, sulla scorta delle testimonianze che raccontano per quale ragione fu stuprata, torturata ed uccisa la giovane: la sua unica colpa era quella di essere italiana”.
“Assurdo – prosegue – il comunicato dell’Anpi che, con un’acrobazia degna del peggior dilettantismo retorico, quanto antistorico, si chiede se Norma Cossetto abbia provato pietà per i bambini morti nei campi di concentramento. Noi – chiede il movimento – facciamo la stessa domanda: il maresciallo Tito, di cui proprio a Quattro Castella esiste una via che l’Anpi difende, ha forse provato pietà quando ha ucciso e fatto uccidere migliaia di bambini, donne e uomini gettandoli, spesso ancora vivi, dentro le foibe?”.

