Da REC (“Reggio Emilia in Comune”) alcune note critiche sulle politiche di forestazione urbana dell’amministrazione comunale

Come Reggio Emilia in Comune abbiamo piena contezza della complessità delle tematiche ambientali che fanno parte del nostro DNA e proprio per questo sappiamo che non bastano i numeri od uno sfondo verde per definirsi ambientalisti, pur essendo molto utili per avere una bella vetrina o racimolare facili “like” sui social.

A tal proposito nelle ultime settimane in città stiamo assistendo ai primi passi del piano di Forestazione Urbana promosso dall’amministrazione comunale: nello specifico si tratta delle prime 5.350 piantumazioni di alberi ed arbusti all’interno di 6 parchi cittadini, individuati per consolidare il verde fruibile, implementare la sostenibilità ambientale e contrastare le cosiddette isole di calore.

Questo primo step è legato a una manifestazione di interesse aperta a grandi aziende che, attraverso il lavoro di facilitazione nella realizzazione di progetti di sostenibilità ambientale di Azzeroco2 (società di consulenza legata a Legambiente), permette a grossi operatori economici di abbassare la propria impronta ecologica effettuando la messa a dimora di piante che nel loro ciclo di vita possano idealmente assorbire le emissioni di CO2 prodotte dalle aziende in questione.

Non ci entusiasma l’idea di delegare a privati la forestazione del territorio ma, come si suol dire, a caval donato non si guarda in bocca e comunque gli alberi sono sempre un elemento benefico.
A fare bene però sono soprattutto i progetti costruiti seriamente e, un’occhiata alla bocca del cavallo preferiamo darla, consapevoli che, soprattutto a Reggio Emilia, non è tutto oro quello che luccica.

Esistono infatti diverse criticità, probabilmente dettate dalla fretta nel venire incontro agli operatori privati, nonché di gonfiare sempre di più i numeri a beneficio della propaganda comunale.

Inizialmente, ad esempio, il piano di Forestazione Urbana prevedeva di concedere i terreni per le piantumazioni con l’impegno di curarne la manutenzione per i 3 anni successivi; ora invece ci si accontenta di richiedere la manutenzione del “bosco” alle aziende interessate solo per i primi 2 anni (3 solo preferibilmente) e ci auguriamo che la prossima manifestazione di interesse dedicata a cittadinanza e associazioni ne tenga conto e che non venga richiesto a chi è attivo all’interno di realtà di volontariato un impegno maggiore di quello che ci sia aspetta dalle grandi aziende nazionali e multinazionali.

Altra nota dolente è la concentrazione – a nostro parere eccessiva – delle piantumazioni effettuate, forse per consentire alle aziende di “capitalizzare” meglio il loro impegno verde: d’altronde la stessa E.oN, coinvolta nel progetto, ammette sul proprio materiale informativo che “La sostenibilità è un key driver di trasformazione del futuro, fondamentale per la competitività e la redditività aziendale”.

Può sembrare un argomento di secondaria importanza, tanto basta dire la cifra ”5.350”, ma il nostro regolamento del verde comunale parla chiaro: in base alle tipologie e all’altezza raggiunta a maturità, le distanze minime di impianto vanno dai 6 ai 12 metri, mentre nei siti che abbiamo avuto modo di visitare non sembra garantito lo spazio congruo alle alberature messe a dimora. Anche in questo caso sarebbe interessante sapere se per queste tipologie d’intervento sia mai stato richiesto un parere alla Consulta Verde, rinnovata dalla giunta comunale meno di 6 mesi fa.

Ricordiamo infine che le piantumazioni effettuate sono comunque senza oneri per il Comune (almeno per i primi 2 anni) e, fermo restando che va tenuto conto del contesto dettato dalla pandemia, pensiamo sia importante per la cittadinanza conoscere come e dove siano state investite le risorse riservate ad azioni specifiche nell’ambito della forestazione urbana, che nel Bilancio 2020, erano state previste nella misura di 250.000 euro l’anno all’interno di un piano triennale (2020-2022) di investimenti per un totale di 750.000 euro.

Siamo consapevoli che entrare nel merito delle questioni può essere talvolta tedioso, ma giocare con i numeri senza confrontarsi con la realtà, diventa infruttuoso per la comunità.

REC – Reggio Emilia In Comune