La disabilità come risorsa culturale ed etica della comunità: Reggio Emilia ha illuminato le piazze nella “Notte di luce”

Notte di Luce 2021

Si è svolta oggi l’iniziativa “Notte di luce”, progetto comunale “Reggio città senza barriere” che ogni anno, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità istituita dall’Onu nel 1981, illumina il centro storico di Reggio Emilia per invitare tutti a riflettere sul tema della fragilità.
Questa settima edizione, a causa delle disposizioni relative all’emergenza sanitaria, si è svolta in modo diverso proponendo un’atmosfera da “Notte di luce diffusa” realizzata attraverso un’azione collettiva che ha messo in evidenza simbolicamente la disabilità come risorsa culturale ed etica dell’intera comunità.

A partire da oggi, sabato 5 dicembre, e fino all’8 gennaio, piazza Fontanesi e piazza Casotti saranno rese magiche da installazioni luminose ideate e realizzate dai Musei civici in collaborazione con il collettivo Art Factory 33 e con persone con disabilità che frequentano i centri diurni e socio occupazionali della città. Il risultato non sono semplici installazioni luminose, ma vere e proprie opere originali che partono dall’incontro tra arte e fragilità. I diversi soggetti nelle scorse settimane hanno dato vita a un confronto che ora, attraverso queste opere, permette di raccontare simbolicamente la fragilità e la differenza, invitandoci così a vedere le cose da un altro punto di vista.

La preparazione di “Notte di luce diffusa” ha interessato inoltre anche le scuole e coinvolto circa cinquemila studenti delle primarie attraverso un progetto didattico sull’educazione alla differenza dal titolo appunto “Aspettando… Notte di luce“. Partendo da un video realizzato dall’illustratore e atelierista Giuseppe Vitale, i bambini hanno ragionato insieme su fragilità e differenza per poi esprimere ciascuno, con parole e disegni, le proprie emozioni ed idee su una cartolina. Ogni cartolina sarà raccolta e consegnata ai centri diurni e socio-occupazionali della città e donata a una persona con disabilità. Diventerà quindi un messaggio, un dono speciale e unico che, anche senza contatto fisico, può creare un dialogo reale e concreto.

nsr
(Foto Artioli- Stefano Rossi)

[ngg src=”galleries” ids=”206″ display=”basic_thumbnail”]