Nell’attuale contesto pandemico spuntano come funghi i gruppi social legati al Coronavirus, ma forse pochi sanno che uno dei primi gruppi Facebook sull’argomento è stato creato da nostri concittadini.
Il gruppo “COVID19 – Gruppo di discussione” è stato infatti creato l’11 Febbraio 2020, quando ancora molti politici pensavano che il virus non sarebbe mai arrivato in Italia o che fosse facilmente controllabile bloccando i voli diretti dalla Cina. Attualmente il gruppo conta oltre 5.500 membri e ogni giorno si iscrivono decine di utenti, la maggior parte dei quali sono positivi al coronavirus o sono entrati in contatto con persone risultate poi positive e cercano informazioni sui comportamenti da tenere.

Non mancano ovviamente i negazionisti, ovvero coloro che ritengono che tutto questo allarmismo sia esagerato e che il virus abbia la stessa pericolosità dell’influenza, spesso contornando i post con ipotesi complottiste, ma la maggior parte degli utenti è seriamente preoccupata e cerca, quando può, di portare la sua esperienza allo scopo di aiutare gli altri.
Nel gruppo sono presenti anche professionisti del settore: Medici, infermieri, farmacisti, ma ovviamente per deontologia professionale non possono dare informazioni specifiche, ma devono limitarsi a dare consigli su come affrontare la positività o su come comportarsi per evitare il contagio.
Mauro Catellani, uno dei fondatori, ci racconta come è nata l’idea. “Quando ancora a Reggio si organizzavano le “cene delle bacchette” e gli “abbraccia un cinese”, era chiaro a chiunque frequentasse i social che l’epidemia cinese non si sarebbe arrestata bloccando i voli, d’altra parte, anche senza vedere le immagini di morti per le strade, chiunque avrebbe capito che i cinesi non avrebbero bloccato 80 milioni di persone e costruito due ospedali in 10 giorni se il rischio non fosse stato estremo. All’inizio il gruppo non superava i 400 iscritti ed anche nel periodo del lock-down non c’e’ stato l’incremento che mi aspettavo, anzi, era spesso popolato da utenti che tendevano a negare o minimizzare la diffusione della pandemia”.
Poi, dopo il periodo estivo c’è stata un’impennata di nuovi iscritti al gruppo: “Esatto -evidenzia Catellani-, e con la nuova crescita dei contagi, abbiamo assistito ad un fenomeno preoccupante. Mentre nel primo lock-down i positivi che si dichiaravano tali si contavano sulle dita di una mano, dopo l’estate c’e’ stata una esplosione di iscritti con sintomi e positività al Covid, tanto che abbiamo deciso, come staff, di iniziare a bloccare gli interventi più cospirazionisti per poter dare assistenza concreta a persone preoccupate che non potevamo accettare si sentissero dire che era tutta una menzogna architettata da Big Pharma o amenità simili. Per la stessa ragione abbiamo inserito un medico nello staff, che giornalmente pubblica documentazione sulla estensione della pandemia”.
“Ritengo -conclude Mauro Catellani- che sia estremamente preoccupante che ci siano così tanti cittadini che debbano ricorrere ai consigli di un gruppo social, questo significa che chi dovrebbe istituzionalmente fornire quelle informazioni non è stato messo in grado di farlo efficientemente. Noi faremo comunque il possibile per cercare di erogare una corretta informazione e tranquillizzare chi magari ha solo bisogno di una parola di conforto”.
nsr

