Sotto l’anello nascondeva le dosi di cocaina pronte allo spaccio: arrestato un 43enne

Curava le consegne di cocaina in sella ad un bici. In manetta anche la compiacente compagna che dopo la perquisizione aggredisce i carabinieri mandandone uno in ospedale

I carabinieri della sezione operativa della compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato con l’accusa di detenzione ai fini spaccio di droga il 43enne Moncef Abidi, cittadino tunisino domiciliato in città.

Il 43enne era solito dare appuntamento ai clienti, che lo contattavano telefonicamente, nella zona nord di Reggio Emilia dove poi li raggiungeva in sella a un bicicletta.

Il fatto è successo ieri pomeriggio poco dopo le 14, quando i carabinieri durante un servizio antidroga hanno fermato in via Filangeri il 43enne che in sella a una bicicletta si dirigeva verso via Gramsci. Sottoposto a ispezione personale, anche alla luce dei suoi specifici precedenti di polizia in materia di stupefacenti, è stato trovato in possesso di tre dosi di cocaina abilmente occultate sotto l’anello infilato in un dito.

Sprovvisto di documenti di riconoscimento l’uomo ha rifiutato di fornire l’indirizzo del suo domicilio e di comunicare il codice di sblocco di uno dei suoi due cellulari che squillava in continuazione durante i controlli. Dal numero in entrata i militari sono risaliti a chi stava chiamando, che una volta convocato in caserma ha confermato di conoscere il tunisino, suo abituale fornitore di cocaina, con il quale aveva appuntamento per la consegna.

Nel prosieguo delle ricerche i carabinieri sono riusciti sbloccare il telefono e grazie a un’analisi dei messaggi sono risaliti al domicilio dell’uomo, dove i militari si sono recati per eseguire una perquisizione.

In casa del 43enne, i militari hanno trovato la sua compagna, Anna Mennillo (29enne residente a Reggio). La perquisizione, eseguita con l’ausilio di personale femminile, ha dato esito positivo: in un mobile della cucina sono stati trovati 700 euro ritenuti provento dello spaccio, mentre un bilancino di precisione con tracce di cocaina la donna lo teneva nascosto all’interno degli slip.

Durante la perquisizione la donna ha offeso e minacciato gli operanti con frasi del tipo “brutti schifosi state attenti a quello che fate perché oggi ve la faccio pagare cara” e poi riferendosi a un militare “Tu stai attento perché ti conosco e so chi è tua figlia e dove la porti, vedi cosa le succede ora!!!” 

Condotta in caserma per le formalità di rito alla richiesta di firmare i verbali la donna dapprima ha minacciato e continuato a offendere i militari, per poi rovesciare a terra tutti i fascicoli e il computer degli uffici. Quindi si è scagliata contro gli uomini dell’arma, sferrando calci e pugni, tanto da causare un trauma all’orecchio di un militare, giudicato guaribile in 4 giorni. Alla luce di ciò anche la donna è stata arrestata con le accuse di minaccia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, che si sommano a quella di favoreggiamento personale in relazione all’attività di spaccio del suo compagno. Anche lei insieme all’uomo è stata messa a disposizione della Procura reggiana.

nsr