“L’11 ottobre si è celebrata la 70esima giornata nazionale per le vittime del lavoro, una occasione per ricordare che le morti bianche rappresentano una tragedia permanente e quotidiana che colpisce soprattutto le lavoratrici, i lavoratori e i loro affetti, ma anche che, nonostante l’avanzamento della tecnologia nei processi produttivi, sui luoghi di lavoro si continua a morire con il tristissimo trend di 3 decessi al giorno, analogamente a 40/50 anni fa.
Tra il 01/01/2020 e il 31/08/2020, secondo i dati forniti da INAIL, le denunce di infortunio sul lavoro a livello nazionale, comprensivi di quelli su strada e in itinere, sono state 322.132 (52.209 dovute al contagio per SARS COV-2) di cui 823 con esito mortale (303 causate da SARS COV-2).
Per l’Emilia Romagna vi sono state 41.851 denunce di infortunio (5469 dovute al contagio per SARS COV-2) di cui 79 con esito mortale (27 causate da SARS COV-2).
Per la provincia di Reggio Emilia vi sono state 5.415 denunce di infortunio (890 dovute al contagio per SARS COV-2) di cui 8 con esito mortale (4 su luogo di lavoro, 3 su strada o in itinere, 1 causata da SARS COV-2).
Rispetto allo stesso periodo del 2019 su territorio reggiano vi è stato un calo delle denunce di infortunio (1625 in meno) ma i casi mortali sono rimasti invariati determinando, pertanto, un leggero aumento della frequenza di mortalità.
Occorre sottolineare che i dati INAIL sono sottostimati in quanto nel computo non rientrano il lavoro nero e nemmeno determinate categorie come i rider o i vigili del fuoco.
Quali sono le cause dirette e indirette di una strage senza fine?
La lista è lunga: instabilità lavorativa e precariato diffuso, assenza di controlli, tagli alle spese per la prevenzione e la sicurezza, turni di lavoro infiniti e massacranti, condizioni lavorative estreme e degradanti, sfruttamento, flessibilità, ricatto, erosione dei diritti, allungamento dell’età pensionistica, filiera degli appalti e subappalti soggetti a ribassi eccessivi che comprimono la spesa per la tutela della salute sui luoghi di lavoro, assenza di una cultura della prevenzione, mancanza di informazione e formazione adeguata sui rischi esistenti.
Ma più di ogni altra cosa, a incidere tragicamente sugli eventi mortali a lavoro è il paradigma del profitto e dell’economia che, nell’attuale sistema produttivo, vengono prima della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
Solo demolendo questo modello per dare priorità alla vita e alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori si potrà compiere il primo passo per fermare la strage.
SGB Reggio Emilia (Sindacato Generale di Base)

