Coldiretti: sempre più frequenti gli attacchi di lupi, serve un protocollo

Nelle ultime due settimane sono state numerose le segnalazioni di avvistamenti di lupi o cani inselvatichiti nei campi, nei pressi degli allevamenti e dell’abitato nell’immediata periferia di Reggio Emilia. Numerose, purtroppo, sono state anche le prede, vitelli, vacche e capre, di questi animali selvatici che aggrediscono anche all’interno delle strutture, lasciando le vittime agonizzanti, in condizioni tali da non poter diffondere le immagini per sensibilità.

«L’attenzione e le precauzioni da parte degli allevatori ormai non sono più sufficienti – commenta Maria Cerabona, direttore della Coldiretti reggiana. Il problema della presenza di numerosi branchi con cucciolate nei pressi delle aziende agricole e dell’abitato esiste ed è ormai una pericolosa realtà».

«Le attenzioni che gli allevatori riservano all’accudimento del bestiame sono numerose – continua la Cerabona – sia per quanto riguarda il benessere sia per la protezione da attacchi di questi branchi di selvatici. Sono numerose anche le attività agricole che si svolgono nel corso della notte, dalle operazioni di irrigazione dei campi alla mungitura della mandria, ed ormai la preoccupazione è sempre più forte anche per l’incolumità delle persone».

Solo negli ultimi giorni le aggressioni, accertate dal servizio veterinario, coinvolgono una vitella e 7 capre e sono avvenute nei territori di comuni assolutamente pianeggianti e densamente abitati, come Cavriago e Cadelbosco Sopra. «Uno degli attacchi è avvenuto all’interno delle strutture e questo costituisce un gravissimo precedente – ribadisce la Cerabona».

La preoccupazione è sempre maggiore sia per la sicurezza delle mandrie sia per l’incolumità delle persone.

Coldiretti Reggio Emilia ribadisce dunque la necessità di intervenire rapidamente per scongiurare il ripetersi di queste aggressioni anche mettendo a punto un protocollo di intervento insieme alle forze dell’ordine e alle istituzioni coinvolte che permetta di gestire rapidamente le segnalazioni di avvistamenti.

«Le precauzioni degli allevatori per le loro mandrie si sono dimostrate non più sufficienti – conclude la Cerabona. È ora di intervenire in modo risolutivo prima che il problema non sia solo degli allevatori poiché gli avvistamenti sono sempre più frequenti anche nei luoghi frequentati da persone, come i parchi ad esempio. La stesura di un protocollo può risultare di rassicurazione anche per i cittadini che avrebbero chiaro chi e come contattare in caso di pericolo».