Pubblichiamo di seguito il lungo chiarimento di Maino Marchi, tesoriere del Partito Democratico reggiano, relativo al tormentone politico di quest’estate torrida: il PD di Reggio Emilia investe 30.000 in bitcoin. Colpo di sole? Voglia di rischio? Scelta ponderata?… E’ lo stesso Marchi a spiegarne le ragioni.
“Un fantasma si aggira per Reggio Emilia e anche un po’ più in là: Maino Marchi è impazzito e ha investito 30000 euro della Federazione Reggiana del PD, di cui è Tesoriere, in bitcoin.
No, non sono così matto da mettere a rischio i conti della federazione. Conti che non stanno bene, sia chiaro. Non c’è più il finanziamento pubblico ai partiti, il PD nazionale si tiene tutto il 2 per mille e non da niente ai territori, il tesseramento è in continuo calo, FestaReggio ha avuto pesanti perdite negli ultimi anni, gran parte della vita del Partito dipende dal contributo degli eletti. Se su FestaReggio possiamo ritenere con elementi concreti di poter invertire il trend già da quest’anno, gli altri sono elementi strutturali non facili da modificare. Pertanto per la prima volta il bilancio, quello del 2017, ha chiuso con una perdita.
Per il 2018 si prevede un’entrata straordinaria che fa riferimento alle criptovalute. Ce ne sono diverse, non solo i bitcoin. Se non sei un esperto rischi di rimetterci le mutande. Tra i nostri dirigenti c’è chi è esperto. Ugualmente, non per questo, si possono correre rischi. Ho fatto un’operazione sicura. Ho dato un mandato a comprare il valore di pochissime migliaia di euro in criptovalute e a venderle nel momento migliore. Un rischio a cui, se fosse andato tutto male, avremmo potuto far fronte direttamente noi due è finita lì. Ho buoni elementi per ritenere che le cose si siano messe positivamente e ho iscritto una somma nel bilancio di previsione.
E’ la soluzione dei problemi? No, una semplice boccata di ossigeno.
La possono fare altre federazioni? Senza esperti fidati la sconsiglierei.
Non è etica? Qui il problema si fa più grande. E’ etica un’economia che accentra ogni anno di più in poche mani grandi ricchezze e fa aumentare le disuguaglianze, dove la finanza conta sempre di più? E che lascia alla miglior politica solo il ruolo di metterci una toppa sempre più labile ogni anno? Ovviamente la cattiva politica fa peggio: riesce a prendere i voti dei penultimi facendo loro credere che la colpa è degli ultimi.
Questo è a mio avviso il grande tema che la sinistra riformista ha davanti a se’ in tutto il mondo.
Detto questo, prendersi qualche briciola per finalità positive, come io ritengo sia la vita di una comunità politica, non mi pare sia così immorale.
In ogni caso non è il frutto di un’improvvisa pazzia di una persona ritenuta fino a quel momento abbastanza ponderata”.

