“Non so se sia stato più grave apprendere dalla stampa il rinnovo del cda di Palazzo Magnani (effettuato in sordina a febbraio) o sapere che tale silenzio, a detta del Comune, è dovuto a una dimenticanza in periodo di emergenza Covid. Fatto è che la vicenda ha del grottesco. E ormai chiaro che il Comune di Reggio ha serie difficoltà a tradurre in pratica quel principio di trasparenza dettato dalla legge alle pubbliche amministrazioni.
In periodo Covid, durante le commissioni ad hoc convocate a distanza, si è parlato di molti argomenti, anche delle ricadute che il lockdown avrebbe determinato sulle istituzioni culturali della città. A tal proposito avevo chiesto di aprire un focus specifico sui Teatri e su Palazzo Magnani nell’apposita commissione. Morale: la commissione non è mai stata convocata e nessuno ha fatto cenno al rinnovo delle cariche di Palazzo Magnani. Ora salta fuori che nulla è stato detto per via dell’emergenza Covid!

Di fronte a questa giustificazione partorita dal Municipio (che si è preso un giorno di tempo per pensarci sopra) verrebbe da ridere se la vicenda non fosse gravissima. Non a caso, da tempo, noi di Alleanza Civica stiamo chiedendo d’inserire negli organismi delle partecipate un rappresentante dell’opposizione, a titolo gratuito, in funzione di controllo e trasparenza. I vertici di Palazzo Magnani – parliamo del soggetto strategico per la cultura a Reggio – sono stati rinnovati in assoluto silenzio e nelle segrete stanze. Come sono stati selezionati i curricula? Quali competenze erano richieste? A quanto ammonta lo stipendio del nuovo direttore generale?
Sul piano politico è chiaro che Iren da main sponsor delle principali iniziative culturali della città sale sul ponte di comando del settore cultura a Reggio Emilia. E non vanno trascurati gli intrecci sempre più marcati tra Iren Rinnovabili, Stu Reggiane, Palazzo Magnani e Fondazione i Teatri”.
Cinzia Rubertelli, Capogruppo Alleanza Civica

