“Cremlino” così lo chiamavano allora il Foscato, quartiere popolare alle porte di Reggio, proprio per questa sua natura assolutamente popolare e profondamente antifascista, in cui vivevano numerosi lavoratori, operai e operaie soprattutto, che avevano l’aspirazione di cambiare il mondo secondo i principi che proprio “il” Cremlino rappresentava. Oggi il Foscato è profondamente cambiato nella natura sociale che lo compone, sono cambiate le persone che lo abitano, ma non è cambiata la sua natura popolare e antifascista.
È stato pertanto del tutto naturale organizzare la Prima pastasciutta antifascista, qui, al Foscato, perché la ricorrenza del gesto rivoluzionario della famiglia Cervi dei Campi Rossi, la si attualizza vivendo l’antifascismo attraverso gesti concreti. Mettendolo in pratica. Qualcuno in settimana ha avuto da dire “a quando la pastasciutta contro la mafia?!”. Posto che una cosa non esclude l’altra, dare slancio a una iniziativa che ogni anno trova nuovi luoghi ad accoglierla, raggiungendo ben 80 piazze in tutta Italia, significa che c’è prima di tutto la necessità di sostanziare l’antifascismo proprio in occasione delle sue date storiche e poi perché la gente sente allo stesso modo la voglia di condividere questo valore stando insieme.
Al Foscato abbiamo fatto così, con Ettore figlio di Lauro Farioli ucciso il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, con la Simonetta, con Giovanni, la Sara, la Raffa, Lollo, Athos, Franco ed Eros a contribuire alla riuscita di una serata che rimarrà nella storia, perché “chi ha compagni non muore mai” e allora già oggi il pensiero corre alla prossima pastasciutta, tra un anno, quando e senza più le norme anticovid, si potrà fare sedere anche più di 100 persone.
E al Foscato abbiamo fatto senza sermoni dei “tromboni” buoni per le occasioni in cui farsi fare le foto per darsi la patina di antifascismo. Abbiamo però cantato come si faceva una volta, insieme a Tamara, figlia di Fornasari, comunista e primo sindaco della Liberazione a Luzzara. La prima pastasciutta antifascista al Foscato è la soddisfazione di salutare gli amici che, andandosene col sorriso, già chiedevano di portare più gente il prossimo 25 luglio. Manterremo la promessa❤️
Alessandro Fontanesi

