Terenziani (Confedilizia): “I Consigli Comunali si esprimano sul blocco degli sfratti scegliendo da che parte stare”

La legge di conversione del decreto rilancio ha recepito una proposta di Leu che ha determinato il permanere del blocco degli sfratti, già imposto dal governo sino al 31.08.2020, fino al 31.12.2020.

È inutile nasconderlo: questo provvedimento traccia una linea netta sul terreno, tra chi sceglie la legalità e chi l’illegalità, tra chi rispetta le leggi, i contratti ed i provvedimenti dei Tribunali e chi invece se ne infischia.
Chi sosterrà tutte quelle famiglie a cui è venuto meno quel reddito? Chi per tutti questi mesi pagherà il mutuo che grava su quella casa occupata? Chi pagherà le spese condominiali ed il riscaldamento che per almeno due inverni non paga l’occupante abusivo? Con quali somme il Comune si aspetta che verrà pagato l’Imu a dicembre?

Occorre che la politica in ogni singolo Comune dica da che parte vuole stare.

Annamaria Terenziani

Tutti sanno che gli sfratti bloccati derivano da morosità pre-Covid, in tanti casi si riferiscono ad anni prima del Covid. Per tutti questi esiste già un provvedimento di sgombero del Tribunale. La politica vuole dire a voce alta che i provvedimenti della magistratura vanno rispettati? Ne ha l’occasione.

Basta che nei Consigli Comunali si presenti ed approvi un ordine del giorno in cui si esprime ferma contrarietà al blocco degli sfratti protratto sino al 31.12.2020 chiedendo di abrogare l’art. 17 bis della Legge di Conversione.

I palazzi romani non se ne rendono conto, ma è un problema innanzitutto economico ma anche un problema di sperequazione sociale non sostenibile e che rischia di portare ad una frattura nel tessuto comunitario locale insanabile. Chi deciderà poi di avventurarsi in nuovi contratti di locazione se lo Stato si ingerisce così prepotentemente espropriando di fatto il proprietario da ogni diritto?

Avv. Annamaria Terenziani, Presidente Confedilizia