“Differenze di età, di lingua e matrimoni celebrati in Vietnam tra coniugi senza alcuna pregressa frequentazione”.
Questi i dettagli che hanno fatto sospettare l’Ufficio Immigrazione della Questura di Reggio Emilia trovatosi a dover valutare le numerose istanze di permesso di soggiorno di lungo periodo per ricongiungimento familiare.
Lo spunto investigativo è stato trasmesso alla Squadra Mobile che ha avviato una complessa attività di indagine che ha consentito di ricostruire una prassi criminale finalizzata alla celebrazione di matrimoni, fittizi, da parte di cittadini vietnamiti con soggetti italiani.
Secondo quanto emerso dalle indagini, lo scopo delle unioni truffaldine verteva unicamente al rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.
L’ingente prezzo dell’operazione illegale veniva, trattenuto in gran parte dagli organizzatori vietnamiti residenti in Italia e corrisposto solo in minima parte ai coniugi italiani.
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