L’appello per la riapertura delle chiese e per la libertà di culto dai giovani di Forza Italia

“Chi crede che una chiesa sia solo un semplice luogo di culto in cui i fedeli si recano per la messa, per pregare o per confessarsi, ha capito ben poco della chiesa. Una chiesa è innanzitutto una comunità (dal greco Ekklesìa, cioè Assemblea) dentro la quale, di fronte alla forza della natura maligna, come una catastrofe o un’epidemia, gli esseri umani di tutti i tempi si sono sempre riuniti. Che ci piaccia o meno, i miti e i riti, sia di natura religiosa che laica, servono agli uomini. Anche ai contemporanei, di solito così sicuri di sé, ma oggi all’improvviso sconvolti dalla scoperta di non essere invincibili.

Tutto questo, però, sembra essere totalmente sconosciuto a quei nove consiglieri comunali del Partito Democratico, che hanno firmato un documento contro la riapertura delle chiese in città.
Tenere chiuse le chiese è stato uno dei tanti sacrifici accettati dalla comunità per tentare l’uscita dal tunnel dell’emergenza, ma prorogarne la chiusura mentre altre attività torneranno progressivamente ad aprire, sarà l’equivalente di negare la parte più intima e più alta dell’uomo e dei fedeli: quel nutrimento che sta alla base della loro fede. Da liberali invece crediamo che l’emergenza non possa diventare la scusa per impedire alle chiese di svolgere una loro importante missione: portare conforto alle persone che credono e che nella loro fede cercano un ancoraggio in tempi difficili. Non si tratta di bigottismo né di atteggiamento reazionario, semplicemente guardiamo alla libertà come valore supremo: per questo motivo come Forza Italia Giovani siamo a favore della riapertura delle chiese, come delle librerie e di diverse altre attività.

Ci stupisce appunto il fatto che i nove paladini dello Stato Laico non siano insorti anche contro la riapertura delle librerie, come se queste, stando alla loro logica, non fossero luoghi ad alto rischio di contagio o, cosa ancora più assurda, rappresentassero spazi meno contagiosi di una basilica o di una cattedrale a tre navate con tanto di cappelle, altari, cripte e via dicendo. Viene allora il dubbio che questo appello abbia un’origine esclusivamente ideologica, sempre ammesso che di ideologia possiamo parlare. Parlano di democrazia, ma si dimenticano la Costituzione e i Patti Lateranensi: la libertà di culto è un diritto inalienabile dell’uomo e nessuna ragione può negarlo, tantomeno 9 consiglieri comunali. Certo per quanti sono gli eredi diretti del materialismo socialista non si può pretendere che comprendano quanto sia vitale per un credente il rapporto con la Santa Messa, ben diversa da una semplice manifestazione culturale.

Pertanto, a quanti, magari anche in disaccordo con il loro stesso partito, si riconoscono in questi valori e nelle dichiarazioni della Conferenza Episcopale Italiana, facciamo appello. A quell’ala cattolica oggi dispersa e insicura di fronte agli attacchi continui ai valori del Cristianesimo, ci rivolgiamo chiedendo a gran voce che vengano seguite le indicazioni dei loro pastori, in primis che vengano accolte le parole di S.E. Mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia, duramente attaccato dai consiglieri dem firmatari, e in tal modo intendiamo avanzare le nostre proposte per una graduale riapertura della liturgia al popolo in piena sicurezza.

Le chiese infatti sono paradossalmente uno di quei pochi luoghi in cui le norme per il distanziamento sociale possono essere rispettate più facilmente: i fedeli rimangono per quasi tutto il tempo fermi nei loro posti, e i pochi momenti in cui si devono muovere possono essere organizzati in modo logico ed efficace per evitare qualsiasi rischio di contagio. Appoggiandoci al campo della scienza si potrebbe prendere spunto dal concetto fisico di entropia, ovvero quella grandezza che, pur semplificando molto, ma cogliendone l’essenza, si può dire essere associata al disordine del sistema. Il ragionamento è semplice: se le persone sono ferme l’entropia del sistema è pari a zero, il che vuol dire che il sistema è totalmente ordinato. Scaglionando correttamente i posti il contagio sarà pressoché impossibile. Se invece le persone sono costrette a muoversi in continuazione come succede in altri luoghi il rischio non può che essere molto più alto.

Per dare possibilità a tutti i fedeli di partecipare al culto basterà poi come già detto dalla CEI aumentare il numero di messe e rispettare norme di sicurezza come già applicato dalla Germania con messe a numero chiuso: pratiche di buon senso e non ideologiche, volte al ripristino della normalità.

Forza Italia Giovani, Reggio Emilia