“Il 28 aprile è la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, istituita a ricordo di migliaia di lavoratori e cittadini, come mio padre, uccise dall’amianto.
Per il profitto di pochi, spesso fu insabbiata la verità sui rischi, approfittando che le tante malattie asbesto-correlate emergono, solitamente, dopo molti anni.
Secondo tutti gli esperti il picco di queste patologie lo subiremo in questo decennio.
In Italia l’asbesto è vietato dalla legge 257 del 1992, eppure il rischio può essere maggiore oggi di trent’anni fa, stando alle stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia rimangono circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 8 milioni friabile specialmente sui tetti dove giacciono coperture, che dopo molti anni di esposizione agli agenti atmosferici, si sono deteriorate e possono disperdere polveri con le “microfibre killer”.
La provincia di Reggio e stata quella in cui più si concentrarono gli stabilimenti produttivi di cemento-amianto dell’Emilia Romagna, ben 8.

Il caso più eclatante fu la Cemental di Correggio, detta “la fabbrica della morte” che fino al 1989 era attiva, non in zona industriale, ma a ridosso del centro storico, con evidenti rischi anche per i residenti.
Ci sono state 2 condanne alla proprietà Cemental, in sede civile nel 2002 e penale nel 2012 dal Tribunale di Reggio.
Mentre la 2º fase quella d’appello dell’ultimo processo Cemental, è stata accolta dal procuratore capo di Bologna, bypassando di fatto la procura reggiana, dopo il 1º processo.
La lotta per verità, giustizia e salute continua.
Andrea Nanetti, in nome e per conto di AEAC (Associazione Esposti Amianto Cemental)

