“Noi professionisti rientriamo nelle categorie che forniscono servizi essenziali ai cittadini ed alle imprese che devono continuare a produrre, stiamo continuando ad andare in ufficio, con la paura di non garantire la sicurezza sanitaria ed il futuro economico per la propria famiglia e quella dei propri dipendenti”.
A parlare è Maura Manghi, presidente dell’Ordine dei Notai di Reggio Emilia, coordinatrice di Italia Viva – il partito di Matteo Renzi – in città dove è stata consigliere comunale fino al 2019 quando è risultata prima dei non eletti nella lista del Partito Democratico, partito che ha lasciato per seguire l’ex rottamatore.
«Soprattutto i professionisti più giovani, quelli che non hanno clientele consolidate, che si affacciano a fatica all’attività lavorativa si sentono alla deriva. Una deriva che non si risolverà certo con un reddito di cittadinanza o un’elargizione una tantum».
«Per chi non ha un reddito certo servirà anche la cassa integrazione, ma attenzione alle pastoie burocratiche, così come servirebbe la cancellazione, e non il semplice rinvio della scadenza, di alcuni debiti fiscali per consentire un minimo di liquidità, ma per ripartire veramente occorre una prepotente e rapida ripresa di tutto il tessuto economico. Una ripresa fatta non di elargizioni sporadiche, ma di cantieri aperti, di opere realizzate, di fabbriche che producono e che esportano con frontiere finalmente riaperte, di bar e ristoranti funzionanti, di turismo e di cultura, di teatri, cinema e spiagge affollati, di concerti e parchi».
L’economia italiana era già in recessione prima del coronavirus – conclude la Manghi – aveva già bisogno di un impulso straordinario. Ora ne ha bisogno più che mai, al più presto».
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