“Mancanza misure di sicurezza”: sciopero di 4 ore al magazzino di Coop Alleanza 3.0

Questa mattina i lavoratori e lavoratrici operanti nell’appalto logistica del magazzino Coop Alleanza 3.0 di Reggio Emilia hanno incrociato le braccia insieme ai lavoratori diretti, e hanno sospeso le attività di carico e scarico della merce, “per la mancanza di misure di sicurezza in un momento di emergenza sanitaria”.

“Nella giornata di martedì -spiegano ADL Cobas- avevamo aperto lo stato di agitazione aderendo alla campagna nazionale congiunta con il sindacato SI Cobas per sostenere la chiusura delle unità produttive che non producessero beni essenziali e la richiesta di implementare le misure di sicurezza all’interno dei magazzini che riforniscono i supermercati, quindi servizi essenziali.
All’interno di questa emergenza sanitaria comprendiamo l’importanza per la collettività del nostro lavoro che consente di avere rifornimenti di generi alimentari nei punti vendita, ma non siamo disposti ad essere sacrificati come “eroi” e mettere a rischio la nostra salute e quella delle nostre famiglie!.

Per questi motivi riteniamo, per poter garantire il servizio, che si debbano intraprendere tutte le misure di sicurezza indispensabili per evitare un possibile contagio all’interno”.

“Dopo diverse ore di trattativa -proseguono gli organizzatori-, l’azienda AFV Logistica S.R.L. che gestisce l’appalto, ha messo in campo nuovo materiale e procedure di sicurezza: dal gel igienizzante, percorsi e zone separate per il personale viaggiante esterno al magazzino e una sanificazione dei reparti a rotazione.

Dopo questa comunicazione i lavoratori hanno ripreso il lavoro affermando che, a maggior ragione in un servizio essenziale, vi debbano essere tutti i dispositivi di sicurezza necessari per ridurre al minimo i rischi di diffusione del contagio per la popolazione e per poter continuare a rifornire i supermercati.
Ci teniamo infine ribadire però che, ad esclusione di quei servizi essenziali, le altre attività dovrebbero essere sospese il prima possibile perché non è possibile anteporre i profitti alla vita dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutti e tutte noi”.

nsr