Deraglia Frecciarossa, due morti e 31 feriti. Forti ritardi alla Mediopadana

Sono morti i due macchinisti e rimasti feriti 31 passeggeri, è questo il bilancio avvenuto a seguito del deragliamento del treno Frecciarossa avvenuto questa mattina verso le 8.30 fra Lodi e Piacenza.

Due le carrozze, fra cui la motrice, sono uscite dai binari. Sul posto sono giunti subito i soccorritori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco.

Ancora da capire le cause dell’incidente a seguito del quale è stata aperta un’inchiesta.

Appena si è verificato il deragliamento del treno sono scattati i sistemi di sicurezza dell’alta velocità, fermando i treni che stavano viaggiando e causando notevoli ritardi -anche di un’ora- nel centro-nord Italia, compresa alla stazione Mediopadana di Reggio Emilia. Ritardi che sono diminuiti durante le ore successive fino ad arriva alla normale puntualità nel pomeriggio.

“Continua inesorabile il quotidiano stillicidio di morti sul lavoro -evidenziano dal sindacato di Base SGB-: al momento le vittime sono salite a 105 dall’inizio dell’anno.
Il primo pensiero va a familiari e parenti delle vittime a cui esprimiamo il nostro sentito cordoglio, ai feriti l’augurio di pronta guarigione.
Dai primi accertamenti causa del deragliamento parrebbe essere un guasto meccanico alla motrice oppure un problema meccanico ad un deviatoio.
Le cause di questo nuova strage ferroviaria vanno ricercate nelle politiche di privatizzazione del settore che hanno determinato massicci tagli all’occupazione, diminuzione dei controlli e della manutenzione col conseguente decadimento della sicurezza, vista sempre più come un costo insostenibile per il management delle FS”.

“Ricordiamo -proseguono i sindacalisti- che la manutenzione dell’infrastruttura è il settore che più di altri registra incidenti, anche mortali, sul lavoro mentre di pari passo denunciamo l’esternalizzazione di lavorazioni con l’intervento di ditte private allo scopo di mettere in competizione i lavoratori per abbattere tutele e diritti.
Le ferrovie, al pari di tutti i servizi considerati dalle controparti servizi essenziali unicamente per limitare il diritto di sciopero, devono tornare ad essere gestite direttamente dallo stato con finanziamenti certi per sviluppare buona occupazione.

Allo stesso tempo la salute e la sicurezza dei lavoratori deve tornare ad essere al primo posto investendo nel settore, rafforzando i controlli riportando l’inail al suolo ruolo ispettivo, abbattendo tutti i fattori di rischio: primo fra tutti l’attuale sistema basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”.

nsr