Morti sul lavoro, SGB: “Un bollettino di guerra nell’indifferenza assoluta”

Nel primo mese del 2020 sono già 37 i morti sui luoghi lavoro (78 con i morti in itinere). Dei 3 infortuni mortali registrati in Emilia Romagna (avvenuti mentre furoreggiava la campagna elettorale) 2 sono avvenuti nella sola provincia di Reggio Emilia, si tratta dell’incidente avvenuto alla cantina sociale di Massenzatico, in cui ha perso la vita Sandro Santini (52 anni), e dell’evento mortale sulla A22 del Brennero in cui ha perso la vita l’operaio René Bertelloni (37 anni).

Secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna Morti sul Lavoro il 2019 si è chiuso con 701 morti sui luoghi di lavoro, ma il numero sale a 1437 morti se si contano i decessi in itinere.

“I numeri sono quelli di un bollettino di guerra -evidenzia il Sindacato Generale di Base reggiano SGB-, per una strage che non vede fine, nell’indifferenza totale della politica e delle istituzioni”.

“Come SGB, non crediamo alle fatalità e non abbiamo dubbi su dove debbano essere ricercate responsabilità delle morti sui luoghi di lavoro.
A uccidere le lavoratrici e i lavoratori sono le logiche del profitto, dello sfruttamento, del ricatto, della precarizzazione, degli appalti al massimo ribasso e della svendita di salari, diritti e della salute.
A uccidere le lavoratrici e i lavoratori sono i ritmi incessanti della produttività e della competitività, i turni massacranti sulle otto e più ore lavorative giornaliere, l’allungamento dell’età per andare in pensione, le condizioni lavorative estreme dettate da riforme sul lavoro e da contratti a perdere”.

“Purtroppo -concludono i sindacalisti di SGB-, nell’ambito di un disinteresse generale, è chiaro che la normativa vigente non può bastare per garantire salute e sicurezza alle lavoratrici e ai lavoratori, né possono bastare la redazione del documento di valutazione dei rischi o l’assegnazione dei dispositivi di protezione individuale, perché le politiche di guadagno trovano non convenienti gli investimenti a tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, per cui il valore della merce, del prodotto finito è più alto della vita di una persona.
Perciò è necessario agire sulla base della consapevolezza che la soluzione al problema delle morti sui luoghi di lavoro sta nelle lotte, nel denunciare le situazioni di rischio e pericolo sul lavoro e nell’agire collettivamente con scioperi e blocchi laddove non siano garantite le tutele per la vita, la salute e la dignità”.

nsr