“Per evitare una nuova ‘Bibbiano’ occorre agire con rapidità e decisione creando un nuovo regolamento sugli affidi familiari che metta al centro alcuni punti fondamentali: la creazione di un albo delle famiglie affidatarie con la richiesta di precisi requisiti in termini di situazione economica, formazione, certificato penale e compatibilità tra famiglia e progetto educativo sul minore; trasparenza delle Comunità, con l’obbligo di pubblicazione su internet di bilanci, elenco soci, tariffe, delibere; regole chiare sulle procedure da seguire prima di arrivare all’allontanamento del minore dalla sua famiglia, che deve essere l’ extrema ratio; registrazione dei colloqui per verificare che avvengano secondo i protocolli ufficiali e divieto di affidare i minori ai parenti degli operatori; sistema di rotazione degli addetti ai servizi, divieto di assunzione dei responsabili con mandato fiduciario, creazione di osservatori per monitorare l’andamento di questi servizi e allertare le istituzioni; controlli interni ed istituzionali che coinvolgano i Consiglieri di opposizione.
Serve quindi un pacchetto di regole che impedisca l’arbitrarietà del sistema a tutela del valore della famiglia, che deve rimanere al centro della valutazione. Le regole che ho ipotizzato vanno a sanare una situazione che ancora oggi, nonostante lo scoppio dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, presenta altissime criticità. Altro che ‘raffreddore’: non esiste un albo delle famiglie, non esiste un obbligo di formazione per chi riceve in affido i minori, non esiste un tariffario-affidi chiaro e preciso, non esiste un regolamento con la tipologia e la frequenza dei controlli da effettuare, non c’è un regolamento che specifichi la tipologia dei corsi di formazione degli addetti, non esiste un osservatorio provinciale, distrettuale e unionale sui minori… L’elenco delle mancanze è lungo e per effetto di questa situazione si è creata nel corso degli anni una situazione fuori controllo, in cui hanno preso piede le gravi deviazioni del servizio messe in luce da ‘Angeli e Demoni’.
E d’altra parte è dal 2016 che segnalo la stranezza dei numeri degli affidi nel reggiano: altissimo, fuori da ogni media regionale. Una sinistra incapace e preoccupata solo di farsi bella agli occhi dell’opinione pubblica, non ha saputo cogliere che quelli non erano i numeri di un’eccellenza, ma di un drammatico e gigantesco fallimento del sistema. I frutti della mia ricerca hanno fatto emergere numeri preoccupanti a dir poco.
Una percentuale del 5,2 di minori in affidamento sul totale dei minori in carico ai servizi nel 2017 era un dato fuori dalla logica (il doppio o il triplo delle altre province) ma già nel 2014 il dato era il più alto della regione: perchè non si è parlato pubblicamente di questa emergenza? Gli amministratori dormivano? Nel 2017 l’Unione Bassa Reggiana registrava un numero esorbitante di minori fuori famiglia su mille minori residenti, 6,36, addirittura più alto dell’Unione Val d’Enza: questo significa che la situazione anomala è diffusa su tutto il territorio provinciale, non solo sulla Val d’Enza. Intorno a questo fenomeno è cresciuto un sistema di accoglienza spropositato: solo l’Unione Bassa Reggiana utilizza ad oggi ben 70 strutture per l’accoglienza dei minori. E il costo totale (dato del 2017) per l’affido di minori a famiglie e strutture tocca gli 11 milioni di euro (nell’Unione Bassa Reggiana 1.2 milioni nel 2019, ovvero 17 euro a cittadino). Sarà un caso, ma grazie alle mie richieste si è scoperto che tutti gli operatori dei servizi della nostra provincia sono stati formati dal Foti di Hansel e Gretel, proprio l’uomo al centro del caso Bibbiano.
Per tutti questi motivi è urgente mettere mano alla situazione senza perdere altro tempo col negazionismo: stop alle famiglie distrutte ingiustamente, stop allo spreco di risorse pubbliche. Due temi che nella propaganda Pd non troviamo praticamente mai”.
CRISTINA FANTINATI, Candidata alle elezioni regionali per FORZA ITALIA

