Questa mattina, verso le 8.00 una voce maschile ha telefonato ai Servizi Sociali dell’Unione Val d’Enza, la cui sede si trova a Barco di Bibbiano, anticipando che in mattinata sarebbero esplose due bombe: una nella sede dell’Unione e una presso gli uffici comunali di Bibbiano.
Uffici di entrambi gli enti sono stati immediatamente evacuati, mentre nel frattempo si metteva in moto la macchina della sicurezza prevista in questi casi.
L’allarme bomba giunger due giorni dopo la chiusura delle indagini dell’inchiesta sugli affidi che aveva travolto la Val d’Enza.
Non è stato poi trovato alcun ordigno esplosivo.
I sindaci dei Comuni della Val d’Enza hanno fatto appello ai valori della convenienza civile e del rispetto reciproco. Principi che dovrebbero prescindere dal consenso politico.
“E’ stata una decisione dolorosa, meditata, necessaria per tutelare l’incolumità di cittadini e lavoratori”, sottolinea il vicesindaco di Bibbiano Paola Delfina Tognoni. Il presidente Franco Palù aggiunge: “E’ ormai sotto gli occhi di tutti che le parole abbiano come conseguenza i fatti. Il clima di tensione e odio che anima, ahinoi, questa campagna elettorale e favorisce la strumentalizzazione di fatti di cronaca per meri fini elettorali, rende l’aria irrespirabile e produce effetti dannosi e pericolosi per tutta la comunità”. “Non ci stancheremo mai di ripetere – prosegue Francesca Bedogni -, che i sindaci dell’Unione Val d’Enza sono i primi a volere che sia fatta piena luce sui fatti oggetto dell’indagine appena conclusa nelle sedi opportune e nel più breve tempo possibile, perché la tutela dei minori è un’assoluta priorità, ma non possiamo non denunciare un’escalation di tensione evidentemente collegata alla prossima scadenza elettorale, perché, allo stesso modo, abbiamo il dovere di tutelare i lavoratori e tutti i cittadini”.
“Chiediamo ancora con forza – è l’appello congiunto di Tognoni, Palù e Bedogni -, a tutte le parti politiche e alla stampa, di occuparsi di questa vicenda con rispetto e senso di responsabilità per garantire ai magistrati la serenità necessaria a svolgere il loro lavoro e permettere ai territori di poter elaborare quanto accaduto senza che episodi violenti continuino a funestare comunità già duramente colpite. Questa responsabilità appartiene a tutti!”.
nsr

