Una diavolessa tentatrice insidia uno scrittore in odor di santità. Un fantasma «sporcaccione» infesta una villa immersa nella campagna emiliana. La provvidenziale installazione di un aggiornamento innesca un incontro romantico e fatale. Le parole del vocabolario si ribellano a un romanziere scriteriato. Il personaggio di un racconto prende vita e comincia ad agire indipendentemente dalla volontà dell’autore. Dei caratteri magici rendono vero tutto ciò che scrive chi ne fa uso.
Si direbbe proprio che Pier Francesco Grasselli si è scatenato: dopo o spassosissimo “Tromba Daria”, nei giorni scorsi ha infatti visto la luce anche la raccolta di racconti “Uno scrittore all’inferno… e altre avventure di Raimondo Spallanzani” (il cui primo racconto, “Uno scrittore all’inferno”, è stato pubblicato l’anno scorso su “La Voce di Reggio Emilia”).
Strutturato come una raccolta di racconti con lo stesso protagonista, questo nuovo lavoro di Grasselli è un piacevole susseguirsi di trovate umoristiche, fantastiche e, ovviamente, erotiche.
Un autentico libro a km 0, con la copertina del bravissimo (e reggianissimo) Silvano Scolari (che insegna alla Scuola Comics di Reggio Emilia e che abitualmente lavora con Disney e Marvel), impaginato in eleganti caratteri Bodoniani, ideati dal famoso tipografo Gian Battista Bodoni (che visse a Parma) e già utilizzati da Franco Maria Ricci per la sua collana La Biblioteca di Babele. Il volume contiene una raccolta di racconti avente per protagonista lo scrittore (scandianese, si vedrà poi) Raimondo Spallanzani – un tipo a dir poco originale.
Ambientate fra Scandiano e Reggio Emilia, le storie (che includono un simpatico cammeo di Silvio Berlusconinella veste di “presidente” dell’inferno, sono incentrate sul trantran quotidiano dello scrittore Raimondo Spallanzani, un tipo solitario, che trascorre le giornate ritirato nella sua villa in campagna. Ma la sua vita è sconvolta da eventi a dir poco insoliti, e addirittura… da inspiegabili fenomeni paranormali.

Quarta di copertina:
«Come tutti i demoni naturali, Amy ha i capelli rossi. L’espressione del suo viso è un po’ monella, e indossa solo lingerie provocante. Prima di intrufolarsi nei sogni di Raimondo, nasconde le ali da pipistrello, arrotola la coda in modo che non si veda e calza un paio di graziosi piedini di fanciulla, proprio come una ragazza della Terra indosserebbe un paio di calzini. La pelle, che è d’un radioso blu elettrico, la colora d’un delicato rosa carne. Le corna no, quelle non si possono eliminare per legge. Del resto si tratta di due vezzosi cornetti affusolati, piuttosto fini e, diciamo, ornamentali, che non danno troppo nell’occhio e che molti uomini, sulla Terra, troverebbero addirittura sexy.»
s.s.

